giovedì 22 marzo 2012

THE WALKING DEAD

Pochi giorni fa ho finito di vedere la seconda stagione di "The Walking Dead" (la prima l'avevo vista lo scorso anno) per soddisfare la mia improvvisa "fame" di Zombie! dopo l'indigestione di diciannove episodi (6+13) non posso non scrivere un breve commento su quanto ho visto, ma anche se di cose da dire ne avrei molte ho deciso di essere il più coinciso possibile. Inizio col dire che "The Walking Dead" è una serie tv basata su un famoso fumetto americano che conoscevo, ma che non ho mai letto e che queste prime due stagioni rappresentano solo un'antipasto di quella che in verità è l'intera storia raccontata nel fumetto. Per scrivere questo post comunque  non mi sono documentato perchè non volevo togliermi il gusto di poter vedere in futuro una terza o quarta stagione in TV o magari chissà addirittura di leggermi fumetto stesso; ma nonostante questo non potevo scrivere una mini recensione senza sapere chi fosse l'Autore, un certo Robert Kirkman che oltre ad aver ideato il fumetto ha sceneggiato anche la sua trasposizione televisiva. La prima considerazione interessante che mi viene da fare è che Kirkman nella serie tv ha deciso di apportare delle variazioni sulla storia e sul destino dei personaggi principali pur mantenendo lo stesso iter narrativo del fumetto. Ora senza star qui a perdere tempo parlando delle similitudini e delle differenze tra fumetto e serie tv voglio cominciare il discorso facendo delle considerazioni: 

- la prima e più importante è che "The Walking Dead" a me è piaciuto parecchio.
- della prima stagione mi è piaciuta moltissimo l'ambientazione cittadina, l'introduzione della storia e dei personaggi ognuno dei quali già dalla sua prima comparsa è fortemente caratterizzato.  
- della seconda stagione ho apprezzato molto il montaggio, la regia ed il ritmo con il quale vengono raccontate le varie storie secondarie che si intrecciano e sovrappongono con il tema principale della serie: cercare una via di fuga per la salvezza. In questi tredici episodi vengono curati molto i rapporti interpersonali che si creano tra i vari personaggi e nonostante ci siano meno zombie che nella prima stagione la tensione è un continuo crescendo e l'adrenalina raggiunge picchi elevati verso il finale che riserverà anche dei colpi di scena e delle inaspettate svolte narrative.
- l'ambientazione "contadina" è uno dei pochi limiti della seconda stagione.
- la trasformazione "caratteriale" di alcuni personaggi, uno su tutti l'anti-eroe Shane, come quella del protagonista Rick è secondo me risolta da fuoriclasse.
- l'idea di fondo è talmente semplice e sfruttata nel campo delle zombie-stories che è per questo garanzia indissolubile di successo: protagonista che si risveglia dopo un'incidente in un ospedale e trova tutto cambiato, andato distrutto e le strade infestate dai non-morti che passano il tempo solo a cercare carne umana per nutrirsi. 
- altro classico: nessuno sa cosa sia successo, come si sia diffuso il virus e soprattutto se c'è una soluzione all'infezione.
- uso non gratuito di flashback da parte dell'Autore per fare luce sull'accaduto attraverso i ricordi dei protagonisti.
- alcune situazioni vengono risolte in modo troppo poco credibile.
- Rick, l'ex sceriffo protagonista della serie, alla lunga diventa quasi irritante.
- Daryl Dixon è il personaggio più figo!
- il finale aperto che introduce la nuova location della terza serie (il penitenziario) ed un nuovo misterioso personaggio incappucciato con katana mi è piaciuto molto.

In attesa della terza stagione adesso nel (poco) tempo libero cercherò di portare avanti il mio "progetto-zombie", un breve cortometraggio che avrà come titolo "Walkers" o "Buonanotte e sogni d'Horror".

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