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martedì 19 novembre 2013

NON AVEVO PIU' NIENTE - LEANDRO BARSOTTI

La prima volta che ho ascoltato un pezzo di Leandro Barsotti avevo poco più di sedici anni. Era un sabato pomeriggio come tanti altri quando insieme al solito gruppetto di amici entrammo da “Revolver”, uno dei negozietti di dischi più forniti che c’era al tempo a Roma, per dare un’occhiata alle novità e fare acquisti. In tasca avevo poco meno di 20.000 lire che mi dovevano bastare per comprare il biglietto dell’autobus per il ritorno ed un CD come auto-regalo per l’imminente Natale. Senza pensarci troppo andai sparato verso il reparto dedicato ai cantanti italiani e una volta arrivato davanti alla lettera B presi la mia copia di “Come un cammello in una grondaia” di Franco Battiato. I miei amici non erano stati veloci nella scelta come lo ero stato io, così mentre loro discutevano su quale album fosse meglio prendere tra “Nevermind” dei Nirvana, “Innuendo” dei Queen e “Dangerous” di Michael Jackson io continuai a girare tra gli scaffali del negozio fino ad arrivare davanti ad una piccola vetrina con gli album in offerta. Tra quelli esposti uno attirò immediatamente la mia attenzione per via dello strano titolo. Anche se comprandolo sapevo bene che non avrei avuto i soldi per il biglietto di ritorno, lo portai lo stesso con me alla cassa: quell’album era “Il caso Barsotti” di Leandro Barsotti.

Da quel lontano sabato pomeriggio del 1991 è trascorso moltissimo tempo, i miei sedici anni hanno lasciato il posto ai quasi quaranta e gli album di Leandro Barsotti da uno sono diventati otto. L’ultimo (disponibile ora in tutti i digital-store e nei negozi specializzati) dal titolo “Non avevo più niente” arriva tredici anni dopo “Il segno di Elia” e rappresenta il regalo che il cantautore padovano (d’adozione) ha voluto fare a se stesso e agli “amici” per i suoi cinquant’anni. Distribuita dalla Artis Records, l’ultima “fatica” discografica di Leandro Barsotti è un lungo ed emozionante viaggio raccontato attraverso una raccolta di nove brani inediti (più “E se questa fosse l’ultima” omaggio all’amico Lucio Quarantotto) pieni di emozioni e di visioni. “Non avevo più niente” è un album intimo e sorprendente, una vera e propria dichiarazione d’amore verso la musica da parte dell’autore che è tornato sulla scena sfoggiando una maturità artistica di assoluto livello, in passato già esibita in brani come “Siamo gli uomini migliori”, “Dio beve champagne” o “Un’altra vita”. In alcuni brani dell’album, come “Maria” e “Nella stanza”, la voce di Barsotti graffia e apre ferite nell’anima, in altri, come “Rosso sangue salato” e “Non avevo più niente” a sorprendere è il linguaggio; in particolare trovo che proprio nel pezzo che da il titolo al disco ci sia la vera essenza del cantautore, tutto il suo stile e le sue contraddizioni costruite attraverso l’utilizzo di testi ricchi di amara-ironia mossi da arrangiamenti pop anni ’90 che una volta entrati nella testa non ne escono più. Completano la tracklist le itineranti “Malindi” e “Piazza San Sebastiano” e le poetiche “Maddalena”, “Sensi” e “Come ci si innamora”. Tredici anni sono stati una lunga attesa, ma a conti fatti ne è valsa davvero la pena perché “Non avevo più niente” di Leandro Barsotti è un album prezioso, che forse non sarà destinato ad entrare nelle classifiche per restarci, ma nei cuori di chi saprà capirlo ed apprezzarlo sicuramente si.





sabato 5 ottobre 2013

LUCA CARBONI PRESENTA "FISICO&POLITICO" A ROMA

Giovedì pomeriggio sono stato alla presentazione del nuovo album "Fisico&Politico" di Luca Carboni alla Feltrinelli in via Appia a Roma. Era la prima volta che mettevo piede in questo negozio (molto bello devo dire), era la prima volta che prendevo parte alla presentazione di un disco e soprattutto era la prima volta che incontravo da così vicino il cantautore bolognese. L'evento a conti fatti è stato molto di più di un semplice e meccanico "firmacopie" e ha regalato a me e ai numerosi altri partecipanti un paio di ore di vero e proprio intrattenimento col gentilissimo Luca impegnato prima a rispondere alle domande di Gino Castaldo poi ad autografare i CD e fare foto col pubblico presente. Dai suoi racconti sul come è nato questo disco, realizzato per festeggiare i trentanni di carriera, sono usciti fuori diversi aneddoti curiosi, divertenti ed anche commoventi di cui non ero a conoscenza. Molto divertenti le dinamiche che hanno portato Carboni e Jovanotti a diventare i grandi amici che sono adesso e molto coinvolgenti i racconti sugli inizi della sua carriera e sull'incontro con il compianto Lucio Dalla. Carboni ha trovato il tempo di spiegare anche come sono avvenuti gli incontri coi vari artisti che hanno collaborato con lui in questo disco, come è nata la scaletta definita e perchè alcuni tra i suoi più famosi ed importanti pezzi (vedi "Sarà un uomo", "Ci stiamo sbagliando", "Fragole buone buone" etc.) non sono presenti in questa raccolta "alla carriera". Finita l'intervista, che è scivolata via veloce e piacevole, Luca si è trattenuto coi suoi fans per firmare autografi e fare foto. Io dopo una trentina di persone che mi precedevano nella fila, sono finalmente riuscito a stringere la mano e a fare un paio di domande al mio cantautore preferito che per quel poco che ho potuto vedere oltre ad essere un grande artista è davvero una gran bella persona. Era dall'89 che aspettavo questo momento e come si dice in questi casi beh "meglio tardi che mai"...

martedì 10 settembre 2013

FISICO & POLITICO - LUCA CARBONI

Ho seguito lo stato di lavorazione del nuovo Album di Luca Carboni passo dopo passo su Twitter e nonostante il cantautore bolognese avesse annunciato da subito che si sarebbe trattato di una raccolta di vecchi successi reinterpretati e cantati con altri cantanti, io fino all'uscita dell'unico nuovo singolo interpretato in coppia con Fabri Fibra ci avevo sperato in un ripensamento. Invece il buon vecchio Luca per sopperire ad un'evidente mancanza di nuove idee e spunti ha scelto la strada più semplice, quella della raccolta di successi anticipata da un solo nuovo brano che oltre a fare da apripista dà anche il titolo all'album: "Fisico&Politico".  La canzone in questione la potete ascoltare cliccando il video pubblicato in fondo al post, non è il massimo per chi come me segue Luca Carboni praticamente da "For Ever", ma è molto orecchiabile e sicuramente sarà destinata a diventare un piccolo tormentone di questo settembre. La scelta di duettare con Fabri Fibra allargherà, anche se non molto secondo me, la cerchia di pubblico intorno a questo nuovo lavoro discografico che vedrà tra i tanti anche cantanti che a me piacciono molto come: Jovanotti, Samuele Bersani, Cesare Cremonini ed Elisa Toffoli. Insomma anche se si tratterà di una semplice raccolta la curiosità c'è ed il primo ottobre sarò sicuramente uno dei primi a comprare il CD e non è esclusa a priori la mia presenza ad un eventuale concerto a Roma visto che gli ultimi quattro non li ho persi.

lunedì 1 luglio 2013

LORENZO NEGLI STADI 2013

Venerdi sera con Maria sono stato a vedere il concerto di Lorenzo allo Stadio Olimpico di Roma. Ho comprato i biglietti all'ultimo dopo un tira e molla "li prendo-non li prendo" durato da ottobre fino ad una settimana fa frenato solo ed esclusivamente dal prezzo. A cose fatte posso dire senza dubbio che lo spettacolo di circa tre ore che ha messo su il fu Jovanotti è valso fino all'ultimo centesimo speso; il "Backup Tour" nella sua tappa romana non ha infatti deluso le aspettative ed ha fatto cantare, ballare ed emozionare gli oltre 50.000 spettatori presenti grazie alle quasi tre ore di show dell'artista capitolino. Ho apprezzato molto il fatto che Jo non abbia rinnegato il suo passato da DJ e Rapper ed anzi lo abbia valorizzato durante l'esibizione attraverso delle nuove versioni di pezzi come "La mia moto" rese più fluide ed energiche. Nella scaletta non sono mancati i suoi pezzi più famosi alcuni dei quali riarrangiati (bella la versione "Banda" di "Baciami ancora" e quella "Disco" di "Tutto l'amore che ho") ed altri riuniti in convincenti medley. E' stato bello trascorrere quasi tre ore a cantare, ma anche a ballare e saltare sugli spalti. La posizione che alla fine ci siamo ritagliati all'interno dello Stadio devo dire che è stata comoda e dalla visuale perfetta sia rispetto al palco che al maxi schermo dove sono stati proiettati per tutto il tempo una serie di bellissimi video strettamente attinenti ai pezzi proposti. Insomma "Lorenzo negli stadi" è stato più di un concerto e Jo è stato più che un cantante un performer eccezionale! per tutti questi motivi il primo concerto vissuto da solo con Maria resterà per sempre un'esperienza indimenticale...

martedì 4 giugno 2013

PAOLA E CHIARA SI RITIRANO


Paola e Chiara si ritirano. Sono loro stesse a dichiararlo ufficialmente attraverso Facebook e lo fanno in concomitanza dell'uscita del loro ultimo Album "Giungla". "Non ci sentiamo capite fino in fondo e ci sentiamo orfane di qualcuno che creda davvero in noi" dichiarano per spiegare la loro improvvisa ed inaspettata decisione. Ok, non starò qui a strapparmi i capelli per questo però un pò mi dispiace perchè a me sta canzone mi piaceva un sacco e sfido a trovare un ragazzo che in quegli anni non abbia dedicato un pensiero "erotico" alle due sorelline milanesi. 

giovedì 23 maggio 2013

IL RITORNO DEI DAFT PUNK!

Non riesco a smettere di ascoltarla! in loop totale sarà la mia colonna sonora dell'estate!

domenica 6 gennaio 2013

LOVE IS ALL I GOT - FEED ME & CRYSTAL FIGHTERS

Secondo me semplicemente uno dei video più belli che ho visto negli ultimi mesi o forse addirittura anni. Un video talmente ben pensato e realizzato che potrebbe essere visto anche senza audio, anche se anche la "canzoncina" non è affatto male. Per me il videoclip più bello del 2012.

lunedì 22 ottobre 2012

CANZONI PER IPOD - PRIMA PARTE



Torna l'ex Thake That con un pezzo che è allegria pura e che farà da apripista al nuovo album che spero non sia un flop come gli ultimi. 

sabato 8 settembre 2012

CEE LO GREEN - CRY BABY


Questo è uno dei miei video preferiti, uno di quelli che mi mette sempre di buon umore ed anche uno di quelli (insieme a Candy di Paolo Nutini, Come undone di Robbie Williams e I'd rather dance with you di King Convenience)) che avrei voluto girare io. E poi vedere Jaleel White, lo Steve di Otto sotto un tetto, sullo schermo è sempre un grosso piacere per me. Buona visione.

lunedì 12 marzo 2012

LORENZO IN CONCERTO

Non sono mai stato un amante dei dischi live e così a memoria non credo di averne mai comprato uno perché troppo spesso sono “arrangiati” male, il suono (per ovvi motivi) non è pulito e poi mi danno troppo fastidio i coretti del pubblico in sottofondo. Ma siccome c’è sempre un’eccezione per tutto io in questo caso l’ho voluta fare con l’ultimo Album live di Lorenzo Jova Cherubini registrato il 3 settembre 2011 a Taormina. Il motivo? Semplice: mi piace Jovanotti, mi è piaciuta moltissimo la campagna pubblicitaria minimalista (passaparola su Social Network) precedente all’uscita del CD e mi è piaciuto infine il fatto che fosse un’esclusiva in tiratura limitata acquistabile solo in edicola a poco meno di dieci euro. Sorvolando sul fatto che ho dovuto cambiare ben undici edicole di Roma prima di trovarne una copia, dopo una settimana di attento ascolto posso scrivere, senza pericolo di smentita, che l’ultimo Jova-live è davvero un gran bel disco! E che fosse tale l’ho capito subito dalle prime note: da quella meravigliosa intro acustica, potente, raffinata e fortemente “contaminata” dai ritmi etnici tanto cari a Lorenzo che confeziona ancora una volta un disco pieno di spunti e sperimentazioni nonostante si tratti di un semplice album live. Riascoltare dei classici come “Serenata rap”, “Io ti cercherò” e “Bella” arrangiate in modo totalmente differente dall’originale ed accompagnate dalla Sinfonietta Orchestra di Roma è stato davvero un piacere ed un’assoluta sorpresa. La scelta delle canzoni in scaletta sicuramente non rappresenta il massimo che si potesse fare perchè non contiene tutte le migliori canzoni di Jo, ma io l’ho comunque apprezzata perché racchiude nel suo interno un giusto mix tra i pezzi forti dell’ultimo album (“Ora, “L’elemento umano” e “Le tasche piene di sassi”) e i vecchi successi di sempre (le sopracitate “Bella”, “Io ti cercherò”, “Serenata rap”, “A te”, “Piove” e “Dove ho visto te”) che sono certo vi terranno uno dopo l'altro con l’orecchio incollato agli altoparlanti dall’inizio alla fine. Concludo dicendo che raramente un disco è riuscito a farmi emozionare e commuovere (solo "Il segno di Elia" di Leandro Barsotti c'è riuscito), ma questo “Lorenzo in concerto” c'è andato molto vicino per questo non posso non consigliarne (se ancora riuscite a trovarlo!) l’acquisto e l’ascolto tutto d’un fiato!


P.S. “Bella” apre alla grandissima il concerto e “Dove ho visto te” mi ha bagnato gli occhi…

KASABIAN - GOODBYE KISS


Questo pezzo mi piace tantissimo perchè in certi passaggi mi ricorda molto i primi Verve di cui sono e sono stato grande estimatore...

giovedì 16 febbraio 2012

ARISA - LA NOTTE

Non l'avrei mai detto, ma a me Arisa (questa Arisa) piace. La canzone è equilibrata, graziosa e delicata incentrata quasi totalmente sulle pieghe della voce della cantante. L'arrangiamento è semplice, ma convincente ed il video nella sua semplicità è molto ben realizzato. Quindi bello il brano e bella la clip e se il giorno dopo del debutto a Sanremo già era disponibile il video sul web (oltre che un nuovo Album) vuol dire che Arisa ha curato nei dettagli (approfittando di X-Factor) il suo rilancio discografico. Quando  "Amami" uscirà in "nice-prize" lo prenderò con buona pace di Maria...

giovedì 19 gennaio 2012

UN MESSAGGIO DA LEANDRO BARSOTTI!

Tanti, ma tanti anni fa ad una Festa dell'Unità a Roma mio cugino Fabrizio mi regalò un CD dal titolo "Ho la vita che mi brucia agli occhi" di un cantante che non avevo mai sentito nominare prima: Leandro Barsotti. Io abbozzai un sorriso, ringraziai e lo misi in tasca. Quel CD rimase buttato sul mobile dieci giorni prima di diventare la colonna sonora della mia estate. Al tempo non c'era internet come c'è adesso e per trovare il primo album di Barsotti (Il caso Barsotti) faticai non poco, ma alla fine riuscii ad ottenerne una copia alla Discoteca Laziale. Da quel momento il cantautore-giornalista divenne uno dei miei autori preferiti e quando toccò il suo apice di notorietà col tormentone "Mi piace" io rimasi anche un pò dispiaciuto perchè chi canticchiava quella canzoncina non sapeva come me che LB aveva scritto pezzi bellissimi come "Disertori" o "Dio beve Champagne". Comunque sia io l'ho continuato a seguire negli anni fino al "Segno di Elia" e la bellissima "Un'altra vita" sperando sempre in un concerto a Roma o in un nuovo lavoro discografico cosa che non è avvenuta e probabilmente non avverrà in futuro visto che Leandro Barsotti ora non canta più, ma è capo redattore della pagina sportiva del "Mattino" di Padova. Qualche giorno fa gli ho scritto poche righe ed allegato la foto che vedete qui sopra e sono rimasto molto contento perchè LB (che rimane comunque un personaggio di una certa notorietà) mi ha risposto e l'ha fatto anche velocemente. Poche righe cortesi che mi hanno fatto piacere e mi hanno fatto sentire soddisfatto nell'aver acquistato tutti i suoi album. Grande Leandro!

LUCA CARBONI AL GRAN TEATRO

Il 7 dicembre dello scorso anno sono andato a vedere l'ultimo concerto di Luca Carboni, ma per mancanza di tempo (non di voglia) non sono riuscito a scrivere nemmeno due righe sulla bellissima serata trascorsa in compagnia di un'altro fan doc del cantautore bolognese, mio cugino Attilio. Ora potrei stare qui a scrivere un sacco di cose sulle sensazioni e le emozioni provate quella sera, ma preferisco tenerle per me e custodirle gelosamente nel cassetto dei ricordi speciali perchè una serata come quella trascorsa insieme a mio cugino mi rimarrà per sempre... 

lunedì 21 novembre 2011

KASABIAN - DAYS ARE FORGOTTEN

Ho scoperto questo pezzo per caso e non riesco a smettere di ascoltarlo! e deve essere una cosa contagiosa perchè anche a Maria non dispiace affatto. Loro sono i Kasabian e la canzone è "Days are forgotten". Purtroppo dopo le restrizioni dei contenuti sul web ed in particolare su youtube (che mi hanno costretto ad aggiungere quella frasetta sotto il titolo del blog) non posso inserire il video in questo post, ma se volete sentire (e vedere) di cosa si tratta basta seguire il link qui sotto.

venerdì 14 ottobre 2011

TIZIANO FERRO - LA DIFFERENZA TRA ME E TE



Sarà l'ennesimo successo di Tiziano Ferro: "La differenza tra me e te" è davvero una bella canzone, musicalmente ben arrangiata e con un testo ben scritto che ripropone un tema caro (e in qualche modo "classico") al cantautore. Buon ascolto...

martedì 20 settembre 2011

E DOPO CINQUE ANNI ARRIVA "SENZA TITOLO"

Sesta fila posti centrali!

Qualche anno fa, precisamente alla fine del Tour de “Le Band si sciolgono”, Luca Carboni durante un’intervista in tv disse che molto probabilmente quell’album (il decimo di inediti) sarebbe stato il suo ultimo “lavoro” perché come cantautore era arrivato alla fine di un ciclo creativo e che, siccome non aveva più niente da “dire” preferiva chiuderla lì. Ovviamente quell’ affermazione, oltre che sorpreso, mi lasciò parecchio dispiaciuto perché Luca Carboni per molti anni era stato il mio artista preferito, l’unico di cui avevo tutti i cd (e pure un vinile) e peraltro tutti originali e l’unico che avevo seguito in più di un concerto. Però pensai che in fondo Luca con quella sua uscita di scena improvvisa aveva oltremodo dimostrato di essere un grande cantautore, uno dei pochi che piuttosto che piegarsi davanti a “golosi” giochi commerciali aveva scelto l’abbandono. Mi misi l’anima in pace ripensai allo splendido concerto all’Auditorium aperto da Rosario Di Bella al pianoforte e chiuso dagli inchini e i ringraziamenti di Carboni e non ci pensai più; almeno fino a quando qualche mese fa su Twitter il cantautore bolognese scrisse che a metà settembre sarebbe uscito un suo nuovo album di inediti. Non di cover come "Musiche ribelli", ma proprio di inediti ed aggiunse che era il risultato di due anni di lavoro. A quel punto la mia curiosità montò su come una scimmia impazzita che iniziò a ticchettare incontrollata e sue dita sulla tastiera del mio Mac alla ricerca di informazioni. Ma sul web non c’era niente! Niente di niente, le uniche notizie disponibili le ho avute attraverso i tweet proprio di Luca che devo riconoscere è stato molto abile a “costruire” una intelligente campagna pubblicitaria per il suo nuovo album “Senza titolo”. Gli ingredienti classici infatti c’erano tutti: il cantautore famoso che stanco della routine e dei ritmi indemoniati della città decide spontaneamente di ritirarsi alla ricerca dell’ispirazione perduta nell’isolamento di una casa sulle montagne in mezzo ai boschi; Luca cominciò a parlare così di vita a contatto con la natura, di lavorare la terra, di aver acquistato un trattorino, di rapporto padre-figlio, della moglie, dei veri valori della vita e bla bla bla. Tutto molto bello e romantico, ma tutto anche già visto e soprattutto sentito come purtroppo si è dimostrato essere questo suo ultimo album! Perché è bene dirlo subito “Senza titolo”, undicesima fatica, di Luca Carboni è un album che non aggiunge praticamente nulla a quanto già detto e scritto da questo artista che a distanza di ben cinque anni da “Le band si sciolgono” (album di studio che avevo apprezzato) torna alla ribalta affidandosi ai soliti temi, a quelli a lui più cari e rassicuranti e che in passato gli avevano garantito fortuna, fama e successo. Questo d'altronde già lo si era capito dalla scelta del singolo apripista del nuovo album, quel “Fare le valigie” motivetto allegro e spensierato che ruota intorno al jingle più collaudato e caro a Luca e che tanto mi aveva ricordato “Le ragazze” di “Carovana” dimostratosi poi un capolavoro assoluto come “Persone silenziose” e “Mondo”, tre album che hanno come comune denominatore la collaborazione di Mauro Malavasi. Per questo motivo quando ho letto di un suo ritorno accanto a Carboni nella realizzazione di "Senza titolo" ho iniziato a sperare in un qualcosa di indimenticabile come gli album sopracitati rendendomi conto però molto presto che le mie grandi attese sarebbero state tradite! Tradite perché senza troppi giri di parole “Senza titolo” è un disco “meravigliosamente” noioso, lento, ma di talento (scusate la rima) in cui tutti quelli che lo hanno seguito da sempre non faticheranno a ritrovare gli spunti, i ritmi e il modo di comporre canzoni tipiche del cantautore bolognese, ma che dall’altra parte non farà venire la voglia e la curiosità di ascoltarlo a chi non l’ha mai fatto prima. Probabilmente Carboni il meglio di se l’ha già dato, ma riesce ancora dopo tanti anni a mantenere quell’animo tormentato ed insofferente che lo ha portato sempre a cercare e sognare una vita diversa e migliore da quella che non si rassegnato a vivere. Oltre a questo i temi trattati in “Senza titolo” sono le delusioni generazionali raccontate in “Riccione-Alexandre Platz” (musicalmente la mia preferita), l’amore per le piccole cose e i sentimenti confusi e inespressi (“Per tutto il tempo” e “Una lacrima”) e le pieghe intime più nascoste come le incomprensioni con i genitori (“Madre” e “Senza strade”). Oltre a questo poi ritroviamo la semplicità e l’orecchiabilità che devono essere presenti nelle canzoni pop come “Fare le valigie” e “Cazzo che bello l’amore”. Da dire secondo me c’è poco altro, concluso ribadendo che ho apprezzato molto di più i cinque anni di silenzio di Carboni (perché se non si ha niente da dire è meglio stare zitti) piuttosto che questo album che comunque alla fine non è mi è totalmente dispiaciuto e mi ha convinto a comprare i biglietti del concerto al quale porterò Maria…  

martedì 13 settembre 2011

TI ASPETTAVO DA CINQUE ANNI!


Preso oggi da Feltrinelli. Adesso lo ascolto con attenzione, mi informo, twitto un pò con Luca e vi faccio sapere cosa ne penso...

domenica 7 agosto 2011

JOVANOTTI - ORA


Che Jovanotti fosse un cantautore amante della sperimentazione e dei cambiamenti non è certo una novità infatti chi ha avuto il piacere di seguirlo anche solo distrattamente durante il percorso della sua carriera non avrà potuto non notare l'evoluzione e le continue trasformazioni vocali alle quali Lorenzo ci ha fatto assistere in questi anni; lanciato da Claudio Cecchetto con Give me five, Lorenzo nasce come artista rap-pop scanzonato e distratto capace di rimanere sull'onda di un discreto successo per quasi cinque anni (1988-1993) grazie a dei pezzi molto vivaci ed orecchiabili come La mia moto, Vasco, Ciao Mamma, La tribù che balla, Muoviti muoviti, Non m'annoio, Ragazzo fortunato e Io no. Poi nel 1994 primo grande cambiamento, Jovanotti non è più solo Jovanotti, ma diventa Lorenzo Cherubini e lancia l'album (Lorenzo – 1994) che lo farà amare dal grande pubblico e lo farà riconoscere non più come giovane cantante rap, ma come un vero e proprio promettente cantautore. Serenata Rap, Piove e Io ti cercherò entreranno così a far parte del campionario delle più belle canzoni di Lorenzo e delle più belle canzoni italiane di sempre. Ancora un paio di anni e ancora un cambiamento: L'ombelico del Mondo mostra un nuovo aspetto ancora più intimo e segreto di Lorenzo che oltre a scrivere d'Amore e sentimento inizia anche ad interessarsi del sociale. Lorenzo lancia questo bellissimo singolo presentandosi con un nuovo look caratterizzato da una folta chioma riccia e tonda: si passa così dal berretto americano con la visiera all'indietro, al look sbarbato da bravo ragazzo a quello più hippie de L'ombelico del Mondo e de L'Albero, l'album che lo consacrerà Lorenzo come gran paroliere e sperimentatore di nuovi ritmi e di suoni come quelli africani, etnici e tribali che caratterizzano questo suo lavoro . Due anni dopo la folta chioma non c'è più come non ci sono più i suoni neri del vecchio continente che lasciano spazio ai ritmi più soft e armoniosi di canzoni come Per te, primo dei tantissimi pezzi che Lorenzo comincerà a dedicare alla compagna. Da Capo Horn (1999) a Buon Sangue (2005) Lorenzo non abbandonerà questo tipo di sonorità e di tematiche incentrare di nuovo su amore e sentimenti, poi con Safari farà un salto indietro presentando un album piuttosto vario dal punto di vista dei contenuti e delle musiche che lasciano presagire ad un nuovo imminente cambiamento che ho potuto apprezzare infatti già dopo un primo distratto ascolto del suo ultimo album Ora. Al primo ascolto non ho amato nessuno dei suoi nuovi quindici pezzi perchè mi sono sembrati non molto “profondi”, ma mi sbagliavo! Mi sbagliavo probabilmente perchè nel mio giudizio sono stato influenzato dai ritmi e i ritorni disco-dance di cui questo album è pienissimo! Lorenzo per un attimo o qualcosa di più è voluto tornare Jovanotti, quello di Cecchetto, solo che non ha avuto il coraggio secondo me di farlo fino in fondo. I motivi possono essere tanti, tantissimi e li sa soltanto lui probabilmente, però ascoltando Ora già dai primi due pezzi: Megamix e Tutto l'amore che ho si può apprezzare una forte voglia del cantautore di unire a dei testi ben scritti e curati un ritmo forte, deciso e bello “pompato”; pezzi che facciano ballare e riflettere come La porta è aperta, Quando sarò vecchio e La notte dei desideri e che parlano ancora d'amore, ma non su base melodica, ma dance proprio come Tutto l'amore che ho, Amami, Ora e Il più grande spettacolo del Big Bang. Ma come dicevo poche righe sopra Lorenzo non ce l'ha fatta ad osare fino in fondo così pur proponendo diversi pezzi dance (uno anche insieme a Michael Franti) ed uno targato Africa (La bella vita) dentro ad Ora troviamo anche dei brani molto romantici ed intensi come Le tasche pieni di sassi, Un'illusione, Rosso d'emozione e L'elemento umano. Io non sono un critico musicale e nemmeno un'esperto del settore, ma mi sento di dire che questo ultimo album di Jovanotti è davvero un grande capolavoro che però per essere apprezzato fino in fondo ha bisogno di essere ascoltato tante, tante volte; siamo davanti ad un “lavoro” che non può essere giudicato da uno o due ascolti distratti, ma che richiede un ascolto continuo ed attento che consenta di apprezzarne i testi, alcuni dei quali davvero ben scritti, le sonorità, le sperimentazioni, gli arrangiamenti e tutto il lavoro e le collaborazioni che ci sono dietro come quella del Maestro Alessandro Alessandroni nel finale di Quando sarò vecchio o il cammeo di Luca Carboni ed il finale strumentale de L'elemento umano che da solo secondo me ripaga dei 15€ spesi per acquistarlo. Quindi compratelo, m risparmiatevi i 6€ dell'edizione de luxe perchè non contiene praticamente nulla di interessante e che giustifichino il suo acquisto credetemi.


venerdì 29 luglio 2011

S.C.O.T.C.H. - DANIELE SILVESTRI


Da circa sette-otto anni ho preso la decisione di non acquistare più materiale copiato sia che si tratti di film, cd, serie tv etc. perchè credo sia giusto valorizzare il lavoro artistico di chi lo merita. Tralasciando i discorsi sui soldi che in questo modo si regalano alla SIAE e tutto il resto ovviamente questa mia scelta ha portato ad una grossa limatura dei miei acquisti: se prima infatti compravo dieci film e cinque cd al mese ora gli stessi acquisti li faccio in un anno! anche se poi non può esserci una statistica esatta su questo perchè comprando solo originali ho deciso di fare una super scrematura scegliendo accuratamente cosa prendere tenendo in considerazioni i miei artisti preferiti. E tra questi c'è e c'è sempre stato il mio concittadino Silvestri con il quale qualche anno fa (ai tempi di Salirò) ho avuto il piacere di chiacchierare e mangiare un panino al Drugstore di Piazzale Clodio alle quattro del mattino! quando ho saputo che era in uscita il suo ultimo album mi sono andato a cercare qualche informazione senza però esagerare perchè non voglio MAI farmi condizionare o rovinare le sorprese dal web. Aspetto il Concerto del primo maggio per ascoltare distrattamente "Precario il mondo" poi esce in radio "Ma che discorsi" e penso "stavolta Silvestri non lo prendo!"; all'isola d'Elba inizio a canticchiare "Sornione" duettato con Fabi (altro cantautore che non mi dispiaceva quando ha esordito) e mi viene in mente che tra le quindici canzoni (tante!) ce ne sono altri di duetti: con Paoli, Mancini, Bollani e Raiz e mi sale la scimmia della curiosità! così appena torno a Roma vado al Centro Commerciale e mi dico "se mi piace la copertina lo prendo altrimenti no!". La copertina mi piace e mi incuriosisce come il titolo dell'album "S.C.O.T.C.H.". Lo tengo in macchina per una settimana intera. Maria mi dice "CHE DU PALLE" io non rispondo ho bisogno di tempo per ascoltare, isolare, vivisezionare il tutto: la voce, i testi, la musica, la ritmica e tutto il resto. Bene tempo sette giorni e capisco che S.C.O.T.C.H. è veramente un grande album! Non il migliore in senso assoluto di Silvestri, non altezza di "Prima di essere un uomo", ma sicuramente un bellissimo e godibilissimo CD! tante canzoni, temi trattati vari e differenti (anche se incentrati molto sul momento politico-economico assai deludente che sta vivendo il nostro bel paese) e testi sempre intelligenti e geniali nella loro apparente semplicità. Attualità, ironia, sentimenti c'è tutto in S.C.O.T.C.H. un album che vale tutti i 15 euro spesi e che consiglio di prendere anche solo per curiosità o per ascoltare "Precario il mondo" cantata con Raiz o proprio la canzone che da il titolo al CD davvero bellissima.