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lunedì 11 febbraio 2013

MA OGGI NON E' DOMENICA? - VAL GARDENA

A grande richiesta, dopo più di un anno dalla sua ultima apparizione su questo blog, torna la rubrica “Ma oggi non è domenica?” in un’edizione speciale dedicata alla bellissima mini-settimana bianca appena trascorsa con Maria in Val Gardena.
Senza perdermi in inutili cappelli introduttivi vado dritto al dunque e vi parlo un po’ di Ortisei, incantevole paese in provincia di Bolzano che ci ha ospitato durante i cinque giorni della nostra vacanza.

Come arrivarci: da Roma in auto è un viaggio troppo lungo e per questo subito scartato dalle possibilità. In Aeroplano troppo costoso quindi via. Io e Maria abbiamo optato dunque per il viaggio in treno, Roma-Milano, Milano-Verona, Verona-Bolzano, che grazie alle offerte è stato anche economicamente vantaggiose ed affrontabile. Certo si passa quasi un giorno intero sui binari, ma a conti fatti ne è valsa davvero la pena. Una volta arrivati a Bolzano poi con il pullman della Linea SAD in un’oretta abbondante si arriva al centro di Ortisei.



Ortisei: sinceramente per quanto visto nei cinque giorni di vacanza, Maria non poteva scegliere meta migliore per la nostra mini-settimana bianca! Ortisei infatti è davvero un bellissimo paese, fiore all’occhiello di tutta la val Gardena. Abbiamo avuto la fortuna di arrivare a ridosso di un’abbondante nevicata che ha reso lo scenario ancora più emozionante e suggestivo di quanto ci potessimo immaginare. Piazze, strade, vialetti e tetti tutti imbiancati e lucette ovunque. Poi l’atmosfera di festa del Carnevale ( a cui tengono in maniera particolare gli abitanti del posto) ha reso il tutto ancora più magico. Senza dilungarmi troppo posso affermare con certezza che Ortisei ad oggi è il miglior posto “di neve” che ho mai visto!



Hotel Garni-Palances: anche la scelta dell’albergo da parte di Maria (dopo un mese di “studio”) non poteva essere migliore! Situato a pochi passi dal centro di Ortisei e meravigliosamente collegato con tutto (impianti sciistici, Mar Dolomit, Market, Stazione Pullman, Bar, Ristoranti etc.) il Palances è un B&B tre stelle superior che per rapporto qualità-prezzo-collocazione-convenzioni, mi sento davvero da consigliare a tutti. Stanze semplici, ma confortevoli con balconcino, vasca, letto comodissimo, colazione non troppo varia, ma abbondante e padrone e personale davvero cordiali ed educato.




Bolzano: se si va da quelle parti una tappa al capoluogo è doverosa! Il centro di Bolzano è davvero un bel vedere e per tutto il tempo della passeggiata sembra di essere davvero fuori dall’Italia. Ci siamo stati di giovedì grasso e la piazza centrale era tutto un festival di attrazioni e colori carnevaleschi. Bello.




Castelrotto: è un piccolo paesino che dista circa mezzora di pullman da Ortisei. Si visita tutto in un’oretta scarsa e per quello che offre non è necessariamente una tappa obbligata, ma se si decide di andare a Bolzano (visto che è di strada) una sosta la merita.

Alpe di Siusi: Ortisei è incantevole perché immersa nella vallata del Rio Gardena tra il Monte Rasciesa e il pendio Alpe di Siusi; la cima di quest’ultima può essere raggiunta grazie all’ovovia che in circa nove minuti vi farà risalire sopra i 2000 mt per ammirare il meraviglioso panorama sottostante. Sul monte siusi, oltre a sciare, si può partecipare a diverse escursioni a piedi, con le ciaspole o con la slitta trascinata dai cavalli. Io e Maria abbiamo optato per la "passeggiata" attraverso il bosco fino al “Rifugio Sanon”, molto impegnativa a livello fisico (circa due ore di marcia!), ma davvero suggestiva per lo scenario circostante. Consigliato!

Monte Rasciesa: ci si arriva utilizzando la Funivia ed è la meta preferita degli sciatori e di chi ama lo slittino come me. Per salire e scendere in slitta tutto il giorno bisogna investire 29€, ma la pista “Rasciesa” per gli slittini è la più divertente che abbia mai provato! Niente a che vedere con quela di Vigo di fassa di due anni fa, ma neanche con la “Rudy Run” dello scorso anno, da molti considerata la migliore di tutto il Trentino.Il “Rasciesa” è un tracciato studiato magnificamente per la discesa in slitta: 6 km di adrenalina pura tra chicane, tornanti e rettilinei velocissimi che, se si ha un po’ di abilità mista a spericolatezza, si possono percorrere senza mai fermarsi o rallentare. Un’esperienza davvero incredibile e divertente anche per uno come me, conosciuto nel mondo della velocità come “Il Prudente”. Da non perdere!



Mar Dolomit: un complesso di piscine- idromassaggio-bagno turco-sauna davvero ben realizzato che ha reso il nostro soggiorno ancora più piacevole. Immergersi nelle acque calde della piscina esterna e lasciarsi carezzare dai getti d’acqua sopra i 30° con tutto intorno la neve e le montagne completamente imbiancate non ha davvero prezzo. Dopo le “fatiche” quotidiane il “Mar Dolomit” è stato un “must” che non ci siamo lasciati scappare. Il prezzo di ingresso è di 10,30€, ma molti alberghi (come il nostro) regalano l’ingresso gratuito per tutta la durata del soggiorno. Se si va ad Ortisei andarci è d’obbligo, come è d’obbligo immergersi nel “bollitore” idromassaggio dopo il bagno all’aperto.
P.S. Il “Mar Dolomit” ha anche un ristorante che vale la pena provare.


Mauriz Keller: il migliore ristorante-pizzeria che abbiamo provato. Il tagliere tirolese è super, come del resto la pasta fatta in casa ed il resto; questo posto però è destinato ad essere ricordato da me per la pizza “Stella Alpina” (pomodoro, mozzarella, scamorsa, speck, salsiccia, funghi porcini tutto cotto rigorosamente nel forno a legna) la seconda pizza più buona che ho mai mangiato in vita mia!



Soviso: è un ristopub-bar dove fanno ogni sera musica dal vivo. Ci siamo stati un paio di volte ed abbiamo avuto la fortuna di ascoltare un duo rock che ha suonato e cantato delle cover in maniera fantastica mentre sorseggiavamo birra locale e caffè americano. Ogni giorno una serata a tema con la padrona molto simpatica che passa tra i tavoli a parlare e scattare foto.

Café del Corso: è il bar storico situato proprio al centro della piazza principale di Ortisei. Incantevole l’atmosfera che si respira nella sua saletta interna, buonissima la Sacher, ma “squillino le trombe”, è in questo café che ho bevuto il cappuccino (in formato maxi per giunta!) più buono di sempre! se solo ci penso mi viene la lacrima…

Conclusioni: la mini settimana-bianca da quando conosco Maria ha ormai per me la stessa importanza della vacanza estiva. Un appuntamento annuale che aspetto con emozione e trepidazione che mi lascia ogni volta una serie di sensazioni, di immagini e di ricordi che difficilmente riesco a provare visitando altre località. E' stato così per Moena (uno dei viaggi più belli ed intensi fatti insieme), per Bressanone (indimenticabile luogo dove ho chiesto a Maria di sposarmi)  e sarà lo stesso per Ortisei, perchè quest'ultima vacanza sulla neve, per una serie di motivi che non staròqui a dire, è stata forse la più bella e sicuramente la più “completa” di tutte e per questo destinata a rimanermi dentro...come del resto lo sono state tutte le emozioni vissute con la mia splendida Maria…

venerdì 9 marzo 2012

MA OGGI NON E' DOMENICA?

Viterbo

Come arrivarci: da Roma ci si mette davvero poco e la strada è davvero tutta dritta e comoda sia che si scelga di spendere 4€ per l’Autostrada sia che si scelga la strada senza pedaggio. Anzi io soprattutto per il viaggio di ritorno consiglio la passeggiata panoramica attraverso i vari paesi tra Viterbo e Roma percorrendo la Provinciale Cimina che, passando attraverso una fitta boscaglia regala davvero un bellissimo colpo d’occhio. Quando l’abbiamo percorsa io e Maria c’era ancora la neve a bordo carreggiata e tra gli alberi e questo ha reso il tutto davvero incredibilmente più bello.

Viterbo: lo scorso anno ho scritto un articolo-racconto per un sito di viaggi e come gettone-premio ho ricevuto un soggiorno gratuito in un Hotel Best Western. Tra i tanti disponibili ho scelto quello di Viterbo perché erano diversi mesi che io e Maria volevamo visitare questa cittadina che tutti ci avevano garantito essere davvero incantevole. Beh devo dire che, dopo averla visitata in largo e lungo per quasi quattro ore con tanto di mappa in mano, sono-siamo rimasti davvero delusi! Il mio giudizio ovviamente riguarda il centro Storico di Viterbo, quello all’interno delle mura per intenderci, che seppur gode di una buona rete di strade e viali, manca quasi completamente di indicazioni e di un adeguato servizio di pulizia delle strade e dei parchi che erano talmente sporchi e incustoditi da far perdere quasi completamente di interesse. All’interno di uno di questi era collocata (male visto il completo non rispetto delle proporzioni!) la scultura di Seward Johnson “Il Risveglio” o quella che più verosimilmente doveva essere una copia (spero!) vista la totale assenza di controllo o tutela dell’opera che era rovinata e completamente ricoperta da scritte e graffiti. E la trascuratezza mostrata per tale scultura ho tristemente notato che riguardava anche il resto del centro che ancora presentava vere montagne di neve e fango dislocate ovunque (piazze, strade, vicoli, davanti chiese etc.) e cantieri aperti ed impalcature ovunque. Tutto questo ovviamente non ha giovato all’estetica e all’architettura del centro resa ancora meno interessante dalla sporcizia presente praticamente ovunque a terra. Di Viterbo dunque non mi resta un gran bel ricordo, che seppur sicuramente inficiato da quanto finora detto, non sarebbe stato comunque lusinghiero in caso di città tirata a lustro. Magari è solo una mia opinione, ma da quanto visto io Viterbo non mi sento di consigliarla a nessuno.

Best Western Hotel Viterbo: collocato a ridosso del Centro Storico (e dell’unico Centro Commerciale cittadino) e a pochi minuti di macchina dalle “Terme dei Papi” questo Hotel potenzialmente potrebbe essere una gran bella struttura se non fosse che tutto intorno è ancora un cantiere aperto in via di sviluppo. All’interno il discorso è diverso perché il BW Viterbo è tenuto con cura, è moderno, le stanze sono spaziose, confortevoli ed arredate con discreto gusto. La possibilità del wi-fi e dei canali sky gratuiti gioca a favore di un giudizio positivo che però si scontra con l’assenza di anche un minimo servizio di ristorazione eccezion fatta per un bar e per il buffet di colazione che non mi ha soddisfatto in termini di varietà e qualità della scelta. Dare quattro stelle a questo albergo è un’esagerazione bella e buona in quanto ritengo che mai come in questo caso una classificazione di tre stelle piene sia molto più calzante e veritiera di quella assegnatogli.

Terme dei Papi: ci siamo andati il lunedi mattina, ma visto il vento freddissimo che soffiava ci siamo fermati all’ingresso del complesso che, almeno dall’esterno, non vale secondo me tutta la pubblicità che gli viene fatta. Almeno per quanto riguarda la piscina termale che si presenta come una grande vasca rettangolare alla quale si accede attraverso un tunnel dall’interno degli spogliatoi, che non mostra differenziazioni di zone, di temperature o di getti. Ripeto questo dall’esterno, poi magari in primavera-estate a regime pieno la realtà sarà sicuramente diversa, ma dal mio punto di vista le tanto criticate terme di Saturnia a parità di prezzo sono di gran lunga superiori!

Civita di Bagnoregio: è stata la vera sorpresa del weekend! Un paesino bellissimo e per molti versi unico! Il nome di “Città che muore” calza a pennello a questo gruppetto di case aggrappate ad una rocca di tufo sospesa nel nulla. Unica via di accesso per questo posto davvero spettrale, ma affascinante è un ponte. Arrivarci non è molto semplice, ma la visita è davvero d’obbligo come è d’obbligo la sosta alla taverna-bar-rifugio che ne precede il sentiero. Davvero consigliato!


Montefiascone: un saliscendi di strade e stradine deliziosamente inserite all’interno di mura merlate fanno di questo paesino una vera perla che a me è piaciuto molto pur non avendo particolari luoghi di interesse. Per una gita fuori-porta è un posto che consiglio.



Bolsena: sia il lungolago che la cittadina sono secondo me davvero incantevoli. Davanti al lago abbiamo consumato un pranzetto fugace e tra il panorama e il silenzio che c’era tutto intorno la sosta è stata davvero meravigliosa. Anche il centro del paese è davvero grazioso con una grande ed accogliente piazza centrale da cui partono poi i vari corsi pieni di negozi e boutique. Altro posto che visitare è davvero un obbligo!

Ronciglione: è stata l’ultima tappa del nostro tour dei borghi e dei paesi e visto l’elevato chilometraggio che avevamo accumulato nelle gambe ci siamo fermati davvero poco. Io c’ero già stato e devo dire che pur essendo davvero un paesino molto piccolo lo trovo sempre incantevole ed accogliente ideale per una tranquilla passeggiata domenicale.

Conclusioni: penso di avere detto già tutto, unica cosa che voglio aggiungere è che viaggiare con Maria è sempre bellissimo, sia che si tratti di brevi gite di un giorno, sia che si tratti di un weekend o di una vacanza vera e propria; questo perché Maria come me, indipendentemente da dove stiamo o da quanto ci restiamo, mostra sempre un entusiasmo e una curiosità che io apprezzo ed amo e che rende ogni nostro momento vissuto insieme speciale. E’ così che un panino preparato in fretta e consumato su un muretto davanti al porticciolo può diventare più indimenticabile e romantico di una qualunque cena di lusso o a lume di candela...





martedì 14 febbraio 2012

MA OGGI NON E' DOMENICA?

A distanza di parecchi mesi dall’ultima volta eccomi finalmente alle prese con una nuova “puntata” di “Ma oggi non è domenica?” rubrica e guida fai da te senza l’uso di Wikipedia dedicata ai miei viaggi: dai più lunghi alle semplici gite fuori porta. Protagonista di questo gradito (per me!) appuntamento è il Sud Tirol, per essere precisi Bressanone e Vipiteno, cittadine che mi hanno ospitato in occasione di una settimana bianca in versione short!
Ma senza perdermi ulteriormente in chiacchiere andiamo dritti al punto.

SUD TIROL

Come arrivarci: ovviamente se ci si trova a vivere nelle vicinanze e si ha a disposizione una macchina affidabile con gomme termiche o più semplicemente con catene è inutile prendere treni o pullman perché tutto il Sud Tirol è super organizzato e le strade sono sempre sgombre di neve o ghiaccio. Io vivendo a Roma ho optato per i treni che seppur costosi rimangono secondo me la via più comoda da utilizzare per raggiungere Bressanone, Vipiteno, Brunico etc. Non c’è molta scelta di orari, di tipologia e conseguentemente di prezzo: per andare e tornare la spesa si aggira intorno 150-180€ e sono previsti almeno due cambi e circa sette ore di viaggio.

Spostarsi: la SAD attraverso una fitta, efficiente e puntuale rete di bus consente di girare comodamente sia all’interno dei singoli paesi sia da uno all’altro. Se a questo aggiungiamo lo skybus gratuito per raggiungere le piste la mia opinione al riguardo non può che essere ottima davvero!

Plancios: la frazione di Plancios a circa 8 km da Bressanone non ha punti di interesse da visitare, ma essendo la parte più alta del monte Plose raggiungibile con il bus è una meta molto suggestiva per gli amanti del panorama di montagna. Io e Maria ci abbiamo pernottato una sola notte e devo dire che è stata più che sufficiente per apprezzarne la tranquillità e l’incredibile colpo d’occhio.

The Vista Hotel: situato ad Eores sul monte Plose questo delizioso albergo ci ha coccolato per un pomeriggio intero grazie al suo curatissimo e bellissimo Centro Benessere, vero fiore all’occhiello di una già buona struttura. La vasca idromassaggio con spettacolare vista sulla montagna mi ha accolto nel suo interno con un caldo abbraccio. Ottimo anche il servizio tisaneria e quello dei massaggi (ne sa qualcosa Maria) peccato solo per la piscina, molto grande e ben curata, ma con una temperatura troppo “nordica” per i miei gusti. Nella zona relax adibita a sauna finlandese e bagno turco l’accesso era consentito anche senza vestiti e questa possibilità da quanto ho potuto vedere è stata molto gradita dagli ospiti tedeschi ed austriaci.

Vipiteno: su forte pressione di Maria un pomeriggio abbiamo deciso di visitare questa cittadina a mezzoretta di pullman da Bressanone. Il paese è molto carino e tipicamente montano e passeggiarci dentro è stato piacevole e non troppo faticoso perché Vipiteno inaspettatamente si presenta non come un sali-scendi, ma come un unico stradone dritto, centrale e senza pendenza costeggiato ai lati da negozi, abitazioni, ristoranti ed alberghi. Questo gli fa perdere un po’ di fascino rispetto a Bressanone, ma la presenza di neve in terra ha acuito un po’ la cosa e ci ha fatto venire voglia di una cioccolata calda e di una fetta di Sacher. Tanto per non farci mancare nulla!

Bressanone: è di gran lunga il paese più carino del Sud Tirol, almeno tra quelli che abbiamo visto sia in visita che di passaggio. Una serie di vicoli, vicoletti, stradine e portici che confluiscono nella piazza centrale del Duomo (quella dei mercatini natalizi per intenderci) molto curati e belli da vedere come del resto i palazzi tutti colorati e tipicamente tirolesi. La presenza del ponticello col torrente sotto ha aggiunto un qualcosa in più a livello di romanticismo come se non bastasse già da solo il centro di questo paese che se vissuto di notte ha veramente qualcosa di magico. Peccato solo non aver trovato la neve nelle strade, ma per il resto davvero un posto che consiglio a tutti di vedere.

Hotel Dominik: dal tre stelle del The Vista Hotel siamo passati alle quattro (generose) di questa struttura alberghiera che si trova a ridosso di Piazza Duomo facilmente raggiungibile attraversando il ponticello citato sopra. In cinque minuti si arriva al centro di Bressanone, ma oltre all’ottima collocazione i pregi del Dominik non finiscono qui: personale cordialissimo e bilingue (italiano e tedesco), hall, ristorante e stanze riscaldatissime (e credetemi quando fuori si arriva a -15° la cosa fa piacere!) e struttura curata e ben tenuta nonostante fosse piuttosto datata. Il camino e la hall molto belli unico e purtroppo grande neo la deludente (anche se super pubblicizzata) SPA che stringi stringi non è altro che una piscina ghiacciata ed una sauna aperta tre ore al giorno. Il mio giudizio finale per questo motivo (nonostante l’ottima cucina ed il resto) non può essere dunque del tutto positivo. Peccato.
La cucina: nei quattro giorni di soggiorno sulla neve non sono stato mai (tranne la notte) rimasto a bocca asciutta per più di due ore! Era un continuo mangiare e mangiucchiare in parte giustificato dalla sensazione di assoluto relax vissuto in questi posti dall’altra anche il freddo pungente che in qualche modo doveva essere combattuto. Nei due alberghi dove ho pernottato ho mangiato benissimo, siamo passati dalle portate da gourmet del The Vista Hotel a quelle più generose, ma altrettanto ben curate del Dominik. Ho mangiato il formaggio e lo speck locale, davvero buonissimi ed ho fatto quasi indigestione di yogurt made in Vipiteno (cavolo che sapore e consistenza!) mescolandolo con un po’ di tutto: cereali, nutella, musli, frutta fresca, frutta secca, riso soffiato e soprattutto composta di frutta (fragola su tutte) che è diventata una vera droga! Oltre a questo accostamento consiglio di assaggiare anche le caramelle mou del luogo e anche i krapfen all’albicocca.

La Brixen Card: semplicemente eccezionale! Ci è stata data dagli albergatori gratuitamente e ci ha consentito di viaggiare senza spendere un euro su tutta la linea bus del Sud Tirol, di entrare a prezzo ridotto al cinema (però non ci siamo andati), di pagare solo 4€ la cabinovia (otto viaggi) e di accedere al bellissimo Acquarena senza pagare i 9,20€ richiesti per l’ingresso. Insomma una cosa geniale e convenientissima che è stata davvero apprezzata da me e Maria.

Acquarena: è un complesso di piscine coperte e non che si trova al centro di Bressanone. La visita è d’obbligo perché l’AA è davvero una struttura bellissima ed organizzatissima dove si possono passare delle piacevolissime ore tra divertimento e relax. La cosa che ho apprezzato è stata l’educazione e la civiltà mostrate da chi si è immerso sia nelle calde acque delle vasche con lettini in mattonato sottolivello e sia dei tanti bambini che si divertivano con lo scivolo gigante o col percorso circolare con corrente a getto. Bellissima sensazione stare immerso nell’acqua a 27°, ma meraviglioso restare avvolti nei 34° della piscina salata esterna circondati dal paesaggio di montagna. Voto altissimo tenuto conto dell’organizzazione degli spogliatoi col servizio armadietti e braccialetto magnetico incluso nel prezzo di ingresso.

Monte Plose: io e Maria non è mistero che non sciamo, ma questo non vuol dire che non godiamo appieno delle gioie delle piste innevate (vedi slittino). Per scendere con la slitta siamo dovuti arrivare alle pendici del Monte Plose che devo dire rispetto a Pozza di Fassa (ricordate lo scorso anno?) è molto meno bello da vedere. Anche i due rifugi che si trovano lungo la discesa non sono granchè e soprattutto sono cari e non fanno gli scontrini! Almeno la crostata di albicocche però non era male…


Cabinovia
: è stata la mia prima volta (forse anche di Maria devo chiederglielo) e se non sarà l’ultima poco ci manca! A parte gli scherzi risalire 2500 metri rinchiusi all’interno di un guscio di plastica sospeso ad un filo non è tra le esperienze che vorrei ripetere domani, ma a cosa fatta devo dire che è stato affascinante ed emozionante e sono contento di aver vissuto con Maria anche questa esperienza da ricordare.

Rudi Run: è la pista da slittino più lunga d’Italia! Ben 9 km di tornanti e curve che se si è abili si possono percorrere a grande velocità e con un paio di soste al massimo. La prima parte del tracciato (circa 5 km) è molto divertente ed abbraccia i gusti di tutti, anche dei meno esperti come noi, la seconda invece è inaspettatamente impegnativa e secondo me in alcuni tratti anche pericolosa. Uno sbaglio non avvisare i meno esperti al momento del noleggio slitta. Nonostante questo mi sono divertito moltissimo, in alcuni tratti l’adrenalina pompava alla grande, in altri ho avuto un po’ di timore e sono avanzato con prudenza anche e soprattutto perchè la discesa strada facendo è diventata fisicamente molto impegnativa per me e molto anche per Maria. Comunque sia la pista Rudi Run per tanti motivi non la potrò mai dimenticare…


Conclusioni: per chi è nato e cresciuto vicino al mare come me, vedere e vivere la neve rappresenta ogni volta qualcosa di veramente incredibile e magico. Era successo un anno fa a Moena è accaduto di nuovo pochi giorni fa a Bressanone. L'atmosfera in cui ci si ritrova improvvisamente calati, il senso di tranquillità e di pace e l'incredibile colpo d'occhio che riescono a regalarti questi luoghi è davvero unico; per questo motivo da un anno a questa parte una delle cose alla quale non riesco proprio a rinunciare è la piccola vacanza bianca insieme a Maria. Moena non me la potrò dimenticare perchè era la mia prima volta sulla neve con Maria, questo soggiorno invece immagino resterà per me e per lei speciale perchè ci ha legati se possibile ancora un pò di più. Altro non posso aggiungere, posso consigliare solo di venirci in Sud Tirol perchè qui i piccoli-grandi sogni possono diventare realtà...

giovedì 1 settembre 2011

MA OGGI NON E' DOMENICA?

Val d’Orcia


La (mia) storia: io l’Italia, fatta eccezione per la Sardegna e poco altro, la conoscevo davvero in maniera superficiale perchè in passato avevo sempre privilegiato mete estere a quelle del nostro bel paese; da quando ho conosciuto Maria però le cose sono un po’ cambiate e con la sua complicità e con quella di un portafoglio più leggero insieme a lei ho cominciato a girarmela un po’ di più. In breve tempo così ho avuto la fortuna ed il piacere di concedermi piccole gite e vacanze in quel di Bologna, Genova, Saturnia, Pitigliano, Ponza, Fiuggi,Moena, Gubbio, Spoleto, Assisi, Orvieto, l’Elba ed ultima la Val d’Orcia che ovviamente non avevo ancora mai visitato.

L’occasione: l’idea del weekend lungo da trascorrere in Val d’Orcia è stata di Maria che dopo ripensamenti vari ha scelto Chianciano come destinazione e base per il nostro soggiorno in occasione del suo trentunesimo compleanno. Lo scorso anno la scelta era ricaduta su Fiuggi, questa volta a spuntarla è stata Chianciano perché oltre ad essere una zona termale era anche abbastanza economica e ben collegata coi paesi circostanti.

Come arrivarci: da Roma è molto semplice arrivare in Val d’Orcia e si può scegliere se spendere 9 € di Autostrada o se arrivarci gratis percorrendo la Cassia. In entrambi i casi il viaggio risulta comodo e piacevole e tenendo conto dei limiti di velocità imposti i tempi di arrivo sono stimati intorno alle due ore.

Grand Hotel Admiral: come ho già detto la base del nostro soggiorno è stata Chianciano Terme e più precisamente il Grand Hotel Admiral, una struttura a quattro stelle con piscina esterna e centro benessere SPA all’interno. I commenti che Maria aveva trovato disseminati su internet erano piuttosto buoni ed il fatto che ci venisse offerta la possibilità di pernottare per due notti con la prima colazione e il centro benessere incluso a 59,90 € ci hanno convinto subito ad accettare. A conti fatti credo però che ad aderire a quell’offerta così vantaggiosa siamo stati davvero in molti perché l’Hotel era davvero pieno di gente e addirittura prendere un ascensore è stata un’impresa. Il fatto di essere in molti ha poi avuto risvolti estremamente negativi sull’accesso alla SPA che sembrava la piscina comunale in un giorno di festa! Gente dappertutto: lettini occupati da teli, fila per le docce, saune spesso con solo posti in piedi e vasca termica inavvicinabile. Ovviamente in queste condizioni rilassarsi è stato praticamente impossibile per questo dopo una mezzora scarsa io e Maria ce ne siamo andati a cercare un po’ di relax nella zona attrezzata intorno alla piscina esterna; e devo dire che le cose sono andate meglio. Comunque sia, indipendentemente dalla ressa di gente, il mio giudizio sulla SPA sarebbe stato negativo perché piuttosto angusta come struttura, stilisticamente anonima, sporca e mal gestita ed organizzata da personale poco professionale. Trovo assurdo che all’interno della SPA si possa entrare con le ciabatte personali usate anche all’esterno e che la porta antipanico sia tenuta aperta per consentire alla gente di uscire nel piccolo spiazzo antistante per fumare una sigaretta prima di rientrare! Non ci siamo. Per il resto la struttura secondo me non merita le quattro stelle perché gli arredi, i dettagli e i particolari non sono curati assolutamente; non abbiamo trovato frutta o cioccolatini in camera come era scritto sulla presentazione, il bagno non valeva più di due stelle, il copriletto era bucato, i muri accanto agli ascensori pieni di scritte neanche fosse un muretto di un cortile, il personale vestito trasandato e sporco e la colazione piuttosto dozzinale senza la possibilità di avere un caffè espresso o un cappuccino. Diciamo che a poco meno di 60 € la coppia questo Hotel va bene, ma alle cifre di listino è da evitare alla grande! Nota lieta finale i due buoni omaggio per un trattamento viso e un massaggio da poter utilizzare o regalare entro il 31 dicembre.

Le terme: la val d’Orcia è una famosissima zona termale ed è questo uno dei motivi principali per cui io e Maria l’abbiamo scelta. Dovo aver appurato che le terme di Chianciano e Montepulciano erano il top a livello curativo, ma non avevano piscine naturali abbiamo optato per S.Casciano in Bagni che ha vinto il ballottaggio con Bagno Vignoni e Bagni S.Filippo. L’ingresso alle piscine termali per una giornata intera è piuttosto alto (30 € compreso lettino ed ombrellone), ma se si confronta ad esempio con quanto si paga un doppio turno alla Piscina delle Rose a Roma il prezzo non sembrerà più così eccessivo; devo aggiungere che la piscina merita (anche se io preferisco Saturnia) e che la struttura è molto accogliente, organizzata, pulita e curata. La domenica che abbiamo trascorso qui tra un sonnellino in zona relax, un bagno a 40°, un idromassaggio e un po’ di sole sul lettino è stata davvero meravigliosa.

Il parcheggio: devo dire che avevo un po’ d’ansia a tal riguardo, ma alla fine del weekend mi ritengo soddisfatto perché sono stato fortunato. I parcheggi intorno ai borghi ci sono e la maggior parte di questi sono a pagamento, ma fino alle 20. Il mio consiglio è di muoversi in anticipo sugli orari consueti di pranzo e soprattutto cena altrimenti trovare un buco di posto diventa piuttosto complicato. Ovviamente il discorso varia in base ai giorni, nel weekend è stato più complicato mentre il lunedi è stato facilissimo.

La cucina: nel nostro piccolo abbiamo assaggiato tutti i cibi locali consigliati: cinghiale in coccio e affettato, pecorino di Pienza, carne alla griglia, crostoni toscani, quadrucci al tartufo, cantucci e dolci artigianali fatta eccezione solo per i Pici (non amo la pasta troppo grossa) ed il Brunello di Montalcino (dovevo guidare). Il giudizio ovviamente non può essere che ottimo anche se i ristoranti dove abbiamo mangiato non sono stati eccezionali:

  • Il Pozzo di Pulcinella è un ristorante-pizzeria-bar di Montepulciano tranquillamente evitabile che offre un menù a basso prezzo, ma conseguentemente non molto vario e gustoso. Voto basso.
  • La Taverna dei Tintori è un ristorante – pizzeria di Sarteano che dall’esterno sembra un posto anche piuttosto chic, mentre all’interno è piuttosto alla buona. Non abbiamo mangiato male ed il menù è piuttosto ricco, ma il prezzo tenuto conto della quantità delle portate è un po’ alto. Consigliati i primi piatti, mentre gli antipasti e i secondi vanno evitati.
  • Bacchus è un’enoteca di Montalcino dove io e Maria abbiamo pranzato per il suo compleanno. Esteticamente è molto carino e ben curato con un piccolo “giardino” esterno protetto da ombrelloni dove si può mangiare comodamente. L’interno del locale è molto caratteristico e presenta un vero bancone pieno di salumi e formaggi freschi oltre che marmellate, vini e miele. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo e se vi capita vale la pena fermarsi a mangiare la bresaola di cinghiale o i deliziosi crostoni.

Veloce carrellata sui paesi che abbiamo visitato durante il nostro soggiorno:

Chianciano Terme è un paese piuttosto piccolo e visto che è sede di un’importante centro curativo termale è meta prediletta di persone piuttosto anziane o con dei problemi di salute. Non è quindi una località indicata per chi si vuole divertire, ma per chi vuole starsene in pace a contatto con la natura. Il centro è piccolino con diversi negozi, ma nulla che ha colpito in particolar modo la mia attenzione.

Montepulciano è probabilmente il paese più grande e vario che abbiamo visitato. Pieno di vicoli, stradine e piazze noi abbiamo avuto la fortuna di trovarci nel bel mezzo della festa delle contrade prima del palio delle botti. Davvero molto caratteristica, variopinta ed accogliente e piena di negozi e punti di ristoro.

Pienza è davvero molto bella e se me lo avevano anticipato un po’ tutti un motivo doveva pur esserci. Anche questo paese è molto caratteristico e tra una bottega d’artigiano del cuoio e quella del formaggio e del vino la passeggiata intorno alla piazza centrale col Municipio, il Duomo e la Posta è davvero molto gradevole.

Sarteano è un piccolo borgo che abbiamo visitato di sera in occasione della festa per la vittoria del palio. Tutta una festa per un paesino di poche anime ben curato ed accogliente. Si gira in un’oretta scarsa.

San Quirico d’Orcia è secondo me uno dei paesi più belli che ho visitato. Un saliscendi di strade e una lunga passeggiata caratterizzano questo bellissimo borgo medievale che oltre ad un bel Duomo ha anche una bella e fornita edicola! E questo pesa sul mio giudizio!

Monticchiello è il paese del silenzio. Se uno ha voglia e bisogno di riposarsi in santa pace questo è il posto che fa per lui. Per i resto vi si accede attraverso una lunga salita e all’interno è molto ben curato e grazioso pieno di piante, panchine e fontanelle.

Montalcino a me è piaciuto davvero parecchio. Una visita nella patria del Brunello è d’obbligo per chi passa di qui e ha voglia di gustare un ottimo calice di rosso. Ma anche per chi non ama bere come me e Maria Montalcino presenta punti d’interesse come la bellissima Fortezza ed il centro storico disseminato di negozietti d’artigianato e di prodotti locali.

Redicofani è uno dei paesi che mi è piaciuto meno. Una lunga strada in salita costeggiata qua e la da qualche bottega e nulla più. Al bar d’ingresso al borgo le persone ci guardavano (soprattutto Maria) come se non avessero mai visto dei ragazzi!

Bagno Vignoni lo consiglio solo ed esclusivamente a chi ha desiderio di visitare le sue terme (a pagamento) perché il resto è una piscina naturale ex sorgente termale che adesso è più un laghetto schiumoso che altro. Tutto intorno un minuscolo borghetto medievale che si visita in mezzora con qualche locale bar e ristorante carino.

San Casciano Bagni noi l’abbiamo visto di sfuggita e ci abbiamo trascorso una giornata per via delle terme (sempre a pagamento). Vale lo stesso discorso di Bagni Vignone.

Conclusioni: nel complesso la Val d’Orcia mi è piaciuta parecchio perché qui è possibile organizzare una vacanza piacevole da diversi punti di vista: relax, terme, escursioni, enogastronomia e tanto altro. In un weekend non si può girare e vedere tutto, ma si può fare un bel tour dei borghi come abbiamo fatto io e Maria. Un consiglio per chi volesse farci un pensierino: scarpette comode, costume per le piscine termali (d’obbligo!) e cancellazione della parola dieta dal proprio vocabolario!

giovedì 28 luglio 2011

MA OGGI NON E' DOMENICA?

SPECIALE ESTATE - ISOLA D'ELBA



Dopo il weekend lungo in Umbria di fine maggio finalmente torno a scrivere di vacanze e lo faccio per parlare delle mie ultime ferie spese all’Isola d’Elba e siccome di cose da scrivere ne avrei tantissime, ma il tempo a mia disposizione non è molto, per questa volta stravolgerò lo “schema” adottato finora per questa rubrica proponendo un post scritto interamente di “getto”. Inizio col dire che visitare l’Isola d’Elba almeno una volta nella vita è d’obbligo perché sono tanti e bellissimi i punti di interesse che vale davvero la pena di vedere e che sono certo vi lasceranno a bocca aperta come hanno lasciato me. Ad un primo colpo d’occhio l’Isola d’Elba mi ha ricordato la “prima” Sardegna, quella più selvaggia e meno commercialmente strumentalizzata che ho avuto la fortuna di “vivere” nei primi anni ‘90. Il contatto con la natura infatti all’Elba gioca un ruolo fondamentale ed è percepibile da subito grazie al forte contrasto cromatico del verde degli alberi, il blu del mare e l’azzurro del cielo. 
Ovviamente però la mano dell’uomo è evidente e si nota principalmente nell’organizzazione degli spazi e delle risorse: zone pedonali e parcheggi in fascia blu ad esempio fanno da padrone in un’isola dove il traffico è tenuto costantemente sotto controllo dalla Polizia Municipale e dove la sosta selvaggia è praticabile esclusivamente a ridosso di piccole spiagge non attrezzate; e lo stesso discorso organizzativo vale per le spiagge che anche se piccole presentano SEMPRE e comunque una zona a concessione. Delle spiagge però parlerò più avanti. Ora voglio spendere due parole sul come raggiungere l’isola: se si parte da Roma come me bisogna per forza arrivare a Piombino (circa due ore e mezza ad andatura tranquilla spendendo 4 € di Autostrada) e poi li prendere il traghetto: Toremar, Moby o BluNavy, una vale l’altra ed i prezzi sono più o meno gli stessi, l’unico fattore che influenzerà la vostra scelta sarà quello dell’orario di partenza e di arrivo che è differente per ciascuna compagnia. Comunque sia con un’oretta e con una spesa di circa 100 € per due persone ed una macchina (A/R) sarete sul posto. Ho messo la spesa comprensiva di automobile perché a
meno che non vi ospiti qualcuno che ce l’ha già sul posto, la macchina per stare all’Elba è fondamentale per almeno tre motivi: l’isola è piuttosto grande, il sistema di mezzi pubblici non è molto efficiente e le spiagge più belle si possono raggiungere solo con l’auto. Per questo motivo io Maria ed il mio “fido” Maggiolone ad inizio luglio siamo partiti alla volta di Marciana Marina, che scelto casualmente come base del soggiorno si è dimostrato poi essere il paese più bello di tutta l’Elba (almeno a mio parere). A tal riguardo, avendo visto tutti i paesi dell’isola stilo una mia personale classifica di quelli più belli aggiungendo vicino ad ognuno una brevissima descrizione:

Marciana Marina: è il paese dove ho soggiornato ed è quello che mi ha più colpito perché presentava tutte le caratteristiche che un posto di mare secondo me deve avere: passeggiata lungomare con negozietti e bancarelle, porticciolo con barchette attraccate, vista mozzafiato all’ingresso, piazzetta, giardini, vicoli e vicoli e vicoli, supermercato che vende di tutto comprese pistole a schizzo ed attrezzatura da sub, una gelateria di tutto rispetto e un’edicola ben fornita. Marciana Marina ha tutto questo ed anche di più, unico neo il fatto che dopo le 20 il centro diventa isola pedonale ed è quasi impossibile parcheggiare.

Porto Azzurro: ha un colpo d’occhio fantastico che ti lascia senza respiro, un porto bellissimo ed una piazza davvero grande e bellissima oltre a tutta una serie di stradine e vicoli pieni di negozi e punti di ristoro. Se non fossi stato a Marciana Marina avrei voluto soggiornare qui.

Procchio: paese piccolo piccolo che però non so per quale motivo mi faceva sentire come a casa.

Marina di Campo: è il paese più “popoloso” e vivace dell’isola e per questo quello maggiormente indicato per chi cerca il divertimento. Ed è anche (ahimè!) il paese dove c’è la gelateria “Zero Gradi” che fa il migliore gelato artigianale dell’Elba.

Portoferraio: è il paese del porto principale che merita di essere visitato giusto un’oretta, il tempo di mangiarsi un’ottima schiacciatina al cotto e filare via. Né più né meno.

Marciana: è più a nord di Marciana Marina e presenta più le caratteristiche di un paese di montagna che di mare. Per questo non mi è piaciuto.

Cave: bruttarello, spoglio ed arido che ha come unico punto di interesse le vecchie miniere. Il che è tutto dire!

Capoliveri: non mi ha entusiasmato più di tanto, ma avendolo visto di sfuggita il mio giudizio non può considerarsi molto attendibile.

Rio nell’Elba: come sopra.

Spero di non aver dimenticato nulla. Proseguo parlando delle spiagge. All’Elba ce ne sono per tutti i gusti: grandi e piccole, di sabbia o di sassi, con o senza scogli, con e senza parcheggi a pagamento etc. tutte diverse e tutte estremamente belle anche se approfitto di questo blog per sfatare subito un mito: le spiagge che tutti definiscono o pubblicizzano come le migliori secondo me non meritano tale appellativo, un nome su tutti: Fetovaia! Considerata da tutti o quasi (basta fare un giro su internet per rendersene conto) come la spiaggia più bella di tutta l’isola, Fetovaia è una spiaggia piccolissima con una pineta dietro dove un giorno si e l’altro pure il mare è mosso e c’è vento e dove, cosa più importante, alle dieci di mattina già devi fare a botte per avere un metro quadro di spazio per il tuo telo! Oltre a questo altra cosa importante da segnalare è che non ci sono parcheggi a pagamento e siccome si è obbligati ad usare l’auto per raggiungerla si è costretti a pagare dai 10 ai 12 € (avete capito bene) per parcheggiare! di esempi ne avrei degli altri, ma per comodità, come già fatto per i paesi, stilo una mia classifica anche per le spiagge:

Lido di Capoliveri: poco pubblicizzata questa spiaggia è davvero molto bella, spaziosa, facilmente raggiungibile e con grandi possibilità di parcheggio gratuito a due passi dal lido. Ha la sabbia dorata che contrasta perfettamente con le tonalità di azzurro brillante del mare aperto che si staglia davanti. A me è piaciuta a tal punto da andarci per ben due volte: la prima col mare animato da grandi “cavalloni” (troppo divertente) l’altra col mare calmo e rilassante. In entrambi i casi un successo! La consiglio vivamente.

La Paolina. Altra spiaggia poco pubblicizzata, ma bellissima. Molto piccola e fatta di ciottoli si raggiunge attraverso un sentiero un po’ tortuoso, ma una volta raggiunta è di una pace e di una bellezza travolgente. Ideale per fare snorkeling unico neo: si parcheggia in mezzo alla strada e all’ora di pranzo il sole gira e va a finire alle spalle della spiaggia quindi bisogna andare via.

Procchio: una spiaggia molto lunga e non molto caratteristica che mi ha ricordato quando ero bambino e andavo a cercare i granchi tra gli scogli.

Le ghiaie: il mare baciato dal fondale bianco fatto appunto di ghiaie è celeste, azzurro e poi blu ricco, anzi ricchissimo di pesci (anche grandi) già a riva. Questo rende l’immersione davvero emozionante peccato però che i meriti finiscono qui perché la spiaggia per il resto è una scomoda lingua di due metri in discesa con alle spalle le auto parcheggiate, i ristoranti e tutto il paese.

L’innamorata: spiaggia minuscola incastonata nella baia che almeno a colpo d’occhio non mi ha colpito anche perchè piena zeppa di gente. E per il parcheggio? fatevi il segno della croce!

La Biodola: sembrava una spiaggia del lido di Ostia con il mare bello. Non merita lo sbattimento per raggiungerla e la deprimente trafila del parcheggio.

Cave: spiaggia anonima di sassi che si affaccia sul porto. Ti fai il bagno e vedi la Moby arrivare e partire. Assolutamente da evitare!

Ci sarebbe molto altro da dire, ma aggiungo solo un altro paio di cosette: tutte le spiagge che ho visto hanno i bagni o proprio della spiaggia o dei bar o ristoranti che vi si affacciano e devo dire tutti molto puliti. Parcheggiare (tranne rare eccezioni) è un vero stress . Le spiagge vanno raggiunte o la mattina molto presto o all’ora del pranzo altrimenti sono non piene, ma pienissime! Nonostante questo però consiglierei a tutti una vacanza all’Elba perché come già detto merita di essere “vissuta” e non è molto costosa sia che si parli di alberghi o B&B, sia che si parli di ristoranti o di pizzerie; per assurdo è più conveniente cenare fuori che fare la spesa al supermercato! Prima di concludere ci tengo a dare tre consigli utili per chi decidesse di farci un salto: andate a mangiare una pizza al “Vizio Antico” (Marciana Marina) è buonissima e il ristorante è davvero economico; mangiate un gelato (il pistacchio è d’obbligo!) da “Zero Gradi” a Marina di Campo perché dopo “Il gelo Viola” di San Teodoro è il migliore che abbia mai provato ed ultimo portatevi una maschera ed un tubo perché il mare dell’Elba merita di essere visto da fuori, ma anche da dentro! Con questo ho concluso vi saluto e spero di poter scrivere ancora per la rubrica “Ma oggi non è domenica?” perché vorrà dire che sono stato ancora in vacanza…

P.S. l’Isola d’Elba in agosto va evitata come la rogna!






mercoledì 1 giugno 2011

MA OGGI NON E' DOMENICA?


APPUNTI DI VIAGGIO SENZA L’USO DI WIKIPEDIA: UMBRIA

La (mia) storia: dell’Umbria avevo visto velocemente solo Piedilugo, Perugia e Terni un’estate di diversi anni fa in occasione di una partita della Lazio in Coppa Italia. Per la cronaca finì 1 a 0 per i biancocelesti con gol di Veron e i tifosi della Ternana non la presero tanto bene e ci costrinsero a rimanere bloccati all’interno dello stadio per quasi due ore!

Come arrivarci: Roma, come tutti sanno, è davvero ben collegata con il resto dell’Italia ed anche per arrivare a Gubbio, Assisi, Foligno e Spoleto è stato piuttosto semplice: Autostrada A1 direzione Firenze, uscita per Orte e poi basta seguire le indicazioni per Perugia e in un paio di orette scarse si arriva a destinazione.


PRIMA PARTE: GUBBIO

Gubbio è un ridente comune in provincia di Perugia che ha colpito la mia attenzione da subito, oltre che per l’aspetto inconfondibilmente medievale, per la tranquillità, il silenzio, la pulizia e l’ordine che vi regnano. Purtroppo il poco tempo avuto a disposizione non mi ha consentito di visitarlo come avrei voluto, ma nonostante questo io e Maria ci siamo concessi lo stesso, prima di ripartire, una bella passeggiata by night per le vie del centro. E come già accaduto in precedenza per altre cittadine a stampo medievale anche passeggiare per Gubbio è stato piuttosto “impegnativo” visti i continui sali-scendi che si è costretti a fare per apprezzarne ogni angolo o strada. Devo dire che comunque ne è valsa la pena perché il centro di Gubbio, peraltro vestito a festa per la ricorrenza dei Ceri, è davvero incantevole, pulito e curato in ogni singolo dettaglio. Le persone del posto sono davvero cordiali e civili e i prezzi nei locali devo dire che sono onesti. In ogni strada o vicolo si possono trovare bar o ristoranti aperti, alcuni dei quali devo dire molto belli e caratteristici. La nostra passeggiata è terminata nella grande piazza centrale dove oltre al Palazzo dei Consoli realizzato in stile gotico, c’è un romantico belvedere perfetto per una serata romantica come quella che io ho trascorso con Maria…

Hotel dei Cappuccini: dire che è un albergo al quale vanno strette le quattro stelle che gli hanno assegnato è dire poco! L’Hotel dei Cappuccini è infatti una struttura davvero bellissima che rapisce l’attenzione dei suoi ospiti non appena questi oltrepassano il cancello d’ingresso! realizzato all’interno di un ex convento di frati e totalmente immerso nel verde l’HC presenta un’ampia Hall dove già a primo colpo d’occhio si può apprezzare la ricchezza e la varietà dell’arredamento caratterizzato da un giusto mix di antico e moderno. Il personale ad accoglierci è stato davvero cortese, competente, professionale e personalmente mi ha fatto davvero una buonissima impressione come del resto la nostra camera, una exclusive standard, molto spaziosa e ben illuminata oltre che pulita e dotata dei vari confort comuni alle quattro stelle. Il fatto di aver trovato frutta e cioccolatini all’arrivo e mini spazzolino, dentifricio, schiuma da barba etc. a me fa impazzire, quello che invece non amo molto e che purtroppo invece è comune a quasi tutti gli alberghi dove ho soggiornato è che nella stanza doppia il letto non è matrimoniale, ma è ottenuto dall’unione di due materassi singoli! Comunque sia a parte questo dettaglio devo dire che il mio voto all’HC è molto alto perché va tenuto in considerazione oltre al servizio e alla struttura, anche l’area relax con tanto di terrazza coi lettini, la SPA e la piscina olimpionica termo riscaldata; tutti servizi compresi nel prezzo dei quali io e Maria ancora una volta abbiamo potuto beneficiare in maniera quasi esclusiva. Unico neo forse la mancanza di un bar aperto nell’area esterna o in alternativa almeno un distributore dell’acqua. Concludo questo mio commento tessendo ancora le lodi a questo albergo che all’interno delle sue sale accoglie: una varietà di manufatti e dipinti da farlo sembrare quasi un vero e proprio museo, tantissimi oggetti d’epoca davvero interessanti e ben conservati , un pianoforte a coda e addirittura una sala cinematografica privata! Ed io solo per questa gli avrei dato voto dieci!

La cena: nei giorni che sono stato in Umbria è esplosa la mia personale tartufo-mania! E visto il posto in cui mi trovavo devo aggiungere che non poteva essere altrimenti no? così a distanza di tanti e tanti anni dal mio ultimo tartufo in quel di Piedilugo sono tornato alla carica del pregiato tubero e l’ho fatto alla grandissima: stracciata di uovo e tartufo, strangozzi al tartufo e pizza al tartufo per concludere il mio weekend umbro! Devo dire che il piatto meglio riuscito è stato il primo perchè più delicato e gustoso grazie all’utilizzo non della salsa di tartufo, ma proprio del tartufo grattugiato. Anche la pasta fatta in casa era buona, ma l’aggiunta della panna ne ha un po’ alterato il sapore. La pizza al tartufo invece aveva un gusto troppo deciso che a lungo andare mi ha quasi nauseato. Maria a differenza mia, visto che non ama il tartufon, ha optato per un menù più vario che l’ha soddisfatta in termini di qualità e sapore un po’ meno in quelli di quantità e presentazione. I suoi tortelli di ricotta alle melanzane, oltre ad essere un po’ crudi erano anche pochi come era poca la quantità di semifreddo al pistacchio e noccioline caramellate che ci hanno servito per concludere la cena; una cena che nel complesso ci ha soddisfatti (spettacolari le sfoglie di parmigiano servite al posto del pane!), ma non entusiasmato forse perché in una struttura così ben tenuta ed esclusiva ci aspettavamo un po’ di più.

Curiosità: dopo anni ed anni finalmente mi sono concesso e goduto un bel bagno in vasca bollente, prima con Maria poi da solo…


SECONDA PARTE: ASSISI



Ma quanto è bella Assisi? Tanto anzi tantissimo! Io non c’ero mai stato e confesso di essere rimasto letteralmente folgorato dalla città in cui nacquero, vissero e morirono San Francesco e Santa Chiara. Già all’arrivo ho avuto la sensazione di trovarmi davanti ad un “qualcosa” che mi avrebbe entusiasmato e la conferma infatti è arrivata non appena scesi dall’auto, io e Maria, siamo rimasti subito a bocca aperta davanti a quel panorama! Una piccola cittadina arroccata sulle montagne caratterizzata da una serie impressionante di vicoli e vicoletti che con un gioco di salite e discese si intrecciano per tutto il paese fino agli ampi piazzali dove campeggiano la Basilica di San Francesco, Santa Chiara e San Pietro. Passeggiare per Assisi è qualcosa di magico, lo dico davvero; l’aria che si respira per le strade e i vicoli e nelle piazze è davvero unica e personalmente mi ha donato una tranquillità ed una serenità che raramente ho trovato in altri posti. Ora parlare della Basilica di San Francesco o di quella di Santa Chiara mi sembra superfluo anche perché le parole per descrivere certi luoghi e certe sensazioni sono inutili, bisogna viverle! Sono solo due cose ci tengo però a scrivere sull’argomento: 1) io e Maria siamo rimasti parecchio tempo ad ammirare l’interno della Basilica affascinati dalla bellezza e dalla vastità degli affreschi che ne decorano l’interno; 2) Maria mi ha fatto da guida personale durante tutta la nostra visita e devo dire che è parecchio in gamba! Concludo il mio commento aggiungendo che ovviamente il centro di Assisi pullula di negozi di souvenir, di punti di ristoro, di bar, di gelaterie artigianali e soprattutto di negozi di dolci pieni di ogni ben di Dio dove più volte ho lasciato gli occhi e non solo…

Considerazioni: trovare parcheggio ad Assisi è stato davvero semplice perché all’ingresso del borgo c’è un grande parcheggio a livelli sotterranei custodito e a pagamento che ti consente di passeggiare liberamente per un intero pomeriggio a meno di cinque euro.


TERZA PARTE: SPELLO

Terme Francescane: definire tre bagnarole (una all’aperto sporca e incustodita e due claustrofobiche all’interno) un complesso termale è davvero assurdo, ingannevole ed esagerato! Come esagerato è il prezzo di ingresso di ventidue euro (a persona!) che per fortuna grazie a Maria abbiamo riavuto indietro, dopo qualche discussione. DA EVITARE COME LA ROGNA!


QUARTA PARTE: FOLIGNO

Spendo poche parole per questa cittadina che ho visitato probabilmente troppo poco e male per esprimere un giudizio veritiero ed obiettivo, ma che per quanto ho visto mi è sembrata molto meno affascinante e bella delle altre. Foligno o almeno la sua parte centrale (che dovrebbe essere la parte più bella!) mi è sembrata un grande cantiere all’aperto! In ogni strada, in ogni piazza ed in ogni angolo lavori in corso che di certo, almeno in queste condizioni, non la valorizzano. La strada principale della passeggiata non mi ha entusiasmato molto e le vie del centro non mi sono sembrate curate come avevo visto precedentemente a Gubbio ed Assisi; sicuramente il mio giudizio è influenzato dal fatto che per trovare una gelateria abbiamo dovuto camminare per mezzora, unica nota a favore è che in un negozio a ridosso della piazza principale ho visto le introvabili Kawasaky scozzesi beige che ancora oggi, non so come Maria sia riuscita a trovare!


QUINTA ED ULTIMA PARTE: SPOLETO

Spoleto è stato un regalo del destino e dei lavori in corso sull’Autostrada che hanno spinto me e soprattutto Maria a rimandare il nostro ritorno a casa di alcune ore proprio per evitare il super traffico immobile sulla carreggiata. Di comune accordo abbiamo deciso di svoltare alla prima uscita disponibile e la prima era proprio Spoleto. Arrivati a ridosso del centro abbiamo trovato un parcheggio comodo, sicuro e gratuito (che culo!) che ci ha permesso di passeggiare serenamente un paio di ore prima di cenare. Bene comincio col dire subito che Spoleto è davvero molto bella, ma che per visitarla si devono avere scarpette comode e polpacci tonici ed allenati perché credo che sia il paese più in salita (anche più di Orvieto!) che io abbia mai visitato! In alcuni punti la salita era tanto ripida da far sembrare la passeggiata una scalata! Fatta eccezione per questo particolare devo dire che Spoleto a me è piaciuta davvero moltissimo. E’ stato molto impegnativo, ma piacevole (tranne che per qualche momento di tensione da stanchezza!) visitarne la sua zona centrale ricca di piazze e monumenti oltre che di graziosi negozietti di prodotti locali (culinari e di artigianato), di negozi moderni, bar, gelaterie, pizzerie e ristorantini tipici tra i quali ne abbiamo scelto uno davvero piccolo, ma bellino; è qui che per poco più di venti euro (in due ovviamente) ho mangiato la pizza al tartufo, bruschetta fatta in casa e coca light. Concludo dicendo che Spoleto rispetto agli altri paesi visitati è quello più “vivo” e ricco di giovani.


Conclusioni: quella in Umbria è stata una delle mini vacanze più belle trascorse con Maria, ma anche in generale da me stesso. Gli odori, i sapori e le sensazioni provate in questo weekend faranno per sempre parte del mio personale bagaglio di emozioni ed è per questo che una gita a Spoleto, Gubbio e soprattutto ad Assisi ritengo sia d’obbligo per tutti. Unico consiglio se decidete di andarci con un compagno di viaggio come Maria indossate scarpe comode ed allenatevi prima di partire perché altrimenti non arriverete al secondo giorno…

Conclusioni due: per la cronaca è giusto scrivere che questa vacanza a quattro stelle è stata possibile grazie al buono in denaro ottenuto dalla vittoria del Concorso Pubblicitario “Carne al Fuoco AiA”. Benedetta la dinamica mano di Maria, la mia mente affilata e soprattutto benedetti spiedini!