giovedì 17 marzo 2011

COLGO L'OCCASIONE PER...

"di che segno siete?"
"del Torio!"
Roma: dopo quello che è successo in Giappone, come avviene di consueto l'indomani di ogni catastrofe, è ripartita soprattutto su internet la campagna di male-informazione su imminenti catastrofi che graverebbero sul nostro Pianeta, sul nostro Paese e soprattutto sulla mia città: Roma; si legge dappertutto che Roma a breve dovrebbe essere semi distrutta forse da un terremoto o forse da uno Tsunami dovuto da un terremoto con epicentro nel Mar Tirreno o forse da un attacco Alieno o da Gozilla e Gamera! non nego che leggere queste "notizie" un minimo di inquietudine la possano far provare e che se queste vengono lette nei giorni successivi ad un grande disastro naturale come quello nipponico quel minimo senso di inquietudine diventa timido malessere prima di trasformarsi in definitiva preoccupazione. Ma prima di auto-angosciarsi spinti da forte senso di immedesimazione per gli sfortunati giapponesi bisognerebbe fermarsi un attimo, respirare profondamente, tranquillizzarsi e soprattutto documentarsi bene. Bene io l'ho fatto. Ma non da oggi, da qualche anno a questa parte e devo dire che qualche informazione "seria" al riguardo l'ho acquisita. Ora non voglio stare qui a dilungarmi e scrivere di spostamenti dell'asse terrestre, di placche tettoniche, di allineamenti dei pianeti etc. voglio solo dire che terremoti, maremoti, uragani e tsunami purtroppo ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma essendo questi fenomeni "naturali" per quanto possano essere prevedibili, sono sempre fortemente influenzati dai continui cambiamenti che il nostro Pianeta subisce quotidianamente; questo per cercare di spiegare a chi non l'avesse capito che chi afferma o scrive che Tizio o Caio, mille o cento o un anno fa avevano previsto questo o quel terremoto, questo o quello Tsunami sta affermando una cosa falsa. Con nessun metodo, accademico o non, si può riuscire a prevedere che una catastrofe naturale accadrà quel dato giorno in quel posto. Nessuno ci è riuscito e nessuno è ancora in grado di poterlo fare! pensate che il Giappone, essendo uno dei paesi a più elevato rischio sismico, possiede uno dei programmi di prevenzione ai terremoti più avanzato al mondo e nonostante questo non è stato in grado di prevedere (nonostante lo aspettasse dal 1995 dopo Kobe!) quello che è appena accaduto! i sistemi di rilevamento hanno cominciato a fornire informazione nel momento in cui la cosa stava avvenendo, non una settimana, non tre o un giorno prima! questo deve far riflettere quando ci si trova davanti a notizie del tipo "A Roma terremoto nel 2012 etc.". E se è vero che i terremoti non si possono prevedere è vero anche che chi studia la Terra sa che questa è in continuo mutamento e che le sette placche tettoniche che la compongono sono continuamente soggette a cambiamenti e spostamenti; il movimento e lo spostamento di queste placche è alla base degli episodi tellurici di cui si sente spesso parlare. Allora vi starete chiedendo perchè negli ultimi anni questi terremoti stanno avvenendo spesso in terra asiatica? una delle cause è dovuta proprio al fatto che quattro delle sette placche tettoniche che compongono la crosta terrestre si congiungono in quella regione quindi la probabilità di sismi e conseguenti tsunami è più alta. Per controllare che non sto scrivendo il falso basta cercare le placche tettoniche su google. Dunque invito tutti ad informarsi attraverso notizie fornite da organi e persone competenti e a riflettere su una cosa che seppur non confermata secondo me non è sbagliato tenere in considerazione: è vero che fenomeni come i terremoti sono di origine naturale, ma siamo proprio sicuri che anche su questo non ci sia lo zampino dell'uomo? sarà solo un caso, ma ogni terremoto definiamolo importante (diciamo sopra il 6° Richter) è avvenuto pochi giorni dopo (al massimo 15-20 giorni) da ogni nuovo esperimento nucleare effettuato dall'uomo appunto! ovviamente quando vengono svolti questi "test" non è che li pubblicizzano o ce lo vengono a dire, ma se fate su internet una semplice ricerca incrociata "esperimenti nucleari-terremoti" vi accorgerete che quello che scoprirete è sorprendente! concludo il post spendendo due doverose parole sul nucleare che è di nuovo diventato argomento di attualità ed è destinato purtroppo ad esserlo ancora per un bel pò. Io nel 1986 quando ci fu la tragica Chernobyl avevo appena 10 anni, ma pur essendo poco più che un bambino ricordo la preoccupazione, i filmati in televisione, i cibi vietati etc. (The day after fu uno dei film più tristi ed inquietanti che abbia mai visto!) e per questo non posso che non essere daccordo sul divieto di Centrali Nucleari in Italia, ma in senso più esteso dappertutto; spero che quello che sta succedendo oggi a Fukushima serva definitivamente ad abolire e chiudere per sempre ogni centrale presente sul nostro Pianeta! lo so che è pura illusione e giusto per restare in tema voglio chiudere questa mia considerazione parlando di una "curiosità" che non credo tutti sappiano e che riguarda la mia città. A piazza San Pietro c'è quello che in gergo si definisce "Fondo Medio" di una volta e mezza rispetto a quello della zona interdetta di Chernobyl. In pratica le radiazioni sono più alte di quelle riscontrate nei pressi della zona del reattore esploso! e questo fenomeno radioattivo sapete a cosa è dovuto? alla presenza dei sanpietrini che contengono Torio. Quindi tutti i lastricati di Roma, messi insieme, sono peggio di Chernobyl con un valore di 800 Rem contro i 500 Rem della zona rossa dei reattori! nonostante questo però a Roma non sono mai state riscontrate incidenze di neoplasie o malattie anomale rispetto alle medie nazionali. Anzi c'è un fenomeno dal nome strano "ormesi" che garantisce ai cittadini romani una sorta di vaccinazione naturale alle radiazioni che deriva proprio da piccole e continuative esposizioni alle radiazioni. Alla luce di quanto detto gli abitanti di Roma sarebbero meno esposti rispetto a tutti gli altri ad eventuali danni da radiazioni e forse proprio per questo è stata la Divina provvidenza a mettere i sanpietrini nella Capitale...

GOOOLLO!!!

Segnalo per noi!!!
Roma: lo so questo non è un blog dedicato al calcio e lo so avevo promesso di non parlare più di partite e di Inter, ma a volte accadono delle cose talmente inaspettate e belle da far decadere qualsiasi tipo di promessa! ed allora ti trovi a scrivere della tua squadra del cuore che, data ormai da tutti come eliminata dalla Coppa Campioni, tira fuori dal cilindro due gol in venticinque minuti a Monaco, ribalta il risultato, vince e passa il turno! cose incredibili alle quali i tifosi dell'Inter per certi versi sono abituati (vedi rimonte con Sampdoria: tre gol in sei minuti; quattro gol alla Roma in Supercoppa; tre al Parma all'ultimo respiro nel 2007; e di recente al Palermo etc.), ma che ogni volta che accadono ti fanno emozionare ed esultare come se fosse la prima volta. L'Inter in questi ultimi meravigliosi cinque anni ha vinto tutto, anche l'inimmaginabile e siccome nulla è per sempre all'inizio dell'anno sapevo che mi sarei dovuto accontentare di singole emozioni come questa perchè vincere ancora non sarebbe stato possibile; e allora ben vengano partite come queste e ben venga Leonardo che sicuramente non ci farà vincere Campionati e Coppe, ma che non smette mai (nel bene e nel male!) di farci emozionare...

P.S. al gol di Pandev (nella foto) all'88 minuto ho cacciato un urlo che Maria è saltata dal letto! questo è indicativo del mio grado di soddisfazione visto che davvero raramente quest'anno avevo esultato così forte ad un gol (per inciso due volte: al quinto gol contro la Roma e contro il Genoa).

N.B. Benitez è sicuramente un bravissimo allenatore ma mi (ci) aveva depresso!

MANCA DAVVERO POCO!

Locandina "non ufficiale"


Roma: “habemus data!”, finalmente aggiungerei io! Dopo quasi un anno e mezzo di attesa e ben tre tentativi falliti (maggio, novembre 2010 e gennaio 2011) stavolta sembra quella buona ed Hoster 2 a breve dovrebbe vedere la luce! Per essere esatti domenica 27 marzo, inizio (e fine spero!) ufficiale delle riprese dell’attesissimo sequel di quell’Hoster che tanto era piaciuto al momento della sua uscita. Sembra infatti tutto (o quasi) pronto per ricominciare ad imbracciare una telecamera (è dai tempi di Mìa che non faccio un cortometraggio!) e questo mi da molta gioia e soddisfazione. Non vorrei parlare molto del progetto Hoster 2 per non togliere il gusto delle diverse sorprese che attenderanno lo spettatore al momento della proiezione, ma qualcosa la devo necessariamente scrivere: innanzitutto devo partire spiegando qualcosa sull’idea di fondo che anima Hoster 2 ed in senso più ampio l’intera “saga” di Hoster. Scrivo saga non a caso perché i più attenti forse ricorderanno che io quando mi sono immaginato ed ho poi scritto e filmato Hoster l’ho fatto pensando ad una trilogia:

  • Con Hoster avevo tentato di prendermi gioco dei trash-horror degli anni ’80, quelli che avevano animato le mie prime serate adolescenziali con amici ed amiche rinchiusi in casa per “spaventarci”. Quel tipo di film horror dove gli effetti non erano poi così tanto speciali: a partire dal sangue di vernice, passando per vomito al purè e mostri dalle facce di gomma! Ecco perché ho scelto di girare Hoster usando ketchup, mostarda e salsicce, proprio per rifarmi in maniera esplicita a quel tipo di pellicole; l’utilizzo poi dei bordi immagine rovinati, dei fotogrammi mancanti e dell’effetto proiettore mi sono serviti per “evocare”, oltre le atmosfere, anche e soprattutto la qualità “visiva” di quei film definiti di serie Z. Ed in fondo, senza peccare di immodestia, penso anche di esserci  riuscito! Ai forti richiami trash degli anni ’80 ho voluto poi accostare un omaggio esplicito e palese ad una delle serie televisive a me più care, Dexter. L’inizio del film infatti è la mia rivisitazione della sigla del famoso telefilm giunto alla sua quinta stagione (che per inciso inizia venerdi 18 marzo su Fox).
  • Hoster 2 invece trae ispirazione (o almeno dovrebbe!) dai “poliziotteschi” anni ’70.
  • Hoster 3 invece sarà (se riusciremo a girarlo!) l’epilogo splatter!

Tutto questo perché all’origine con Hoster avevo pensato di rifarmi a tre generi diversi tra loro, gli stessi che tanti anni fa avevano in qualche modo condizionato molto il mio primo “sentire” cinematografico. L’idea di partenza ed il conseguente plot è sempre stato molto chiaro nella mia testa e nell’anno che è passato da Hoster ad Hoster 2 ho avuto tempo a sufficienza per curare il secondo capitolo nei minimi dettagli sia contenutistici che visivi. Scrivo questo perché ci tengo a far sapere che io nei miei cortometraggi cerco di non lasciare mai nulla al caso ed ogni mia scelta (o presa in accordo con i miei collaboratori) è sempre figlia di tanti ragionamento o studi; in pochi si saranno accorti ad esempio che in Fahreneit 21.9, la scelta del bianco e nero, del vestito e della camminata di Damiano erano un richiamo allo Charlot di Chaplin; o che la scelta di diverse inquadrature di 21 settembre erano riprese da un episodio della terza stagione di Scrubs; o che ne Il Distributore (interamente in B/N) il cielo e la pallina sono a colori perché contengono entrambi emozioni; o per dirne un’altra nella Nonna Assassina 2 in televisione stanno trasmettendo Fahreneit 21.9. Piccoli dettagli che però secondo me a questi livelli possono fare un pizzico la differenza. Ma tornando ad Hoster 2 è giusto che il futuro spettatore sappia un po’ di cose: la storia che verrà raccontata e messa in scena è molto diversa da quella che avevo immaginato e questo per forza di cose, una su tutte la rinuncia di alcuni dei protagonisti del primo capitolo che erano fondamentali per dare continuità al seguito delle vicende. Vi giuro che le ho provate tutte per avere il cast al completo, ma io credo che partecipare alla realizzazione di un cortometraggio debba essere un piacere perché è molto divertente condividere un set insieme agli amici e trascorrere con loro una giornata intera. A questo va poi aggiunto il grande senso di soddisfazione che si prova ad averne fatto parte quando il corto è pronto ed è proiettato. Così purtroppo non è stato e siccome io non ho mai obbligato o pregato nessuno (e continuerò a non farlo!) il cast che ho a disposizione per Hoster 2 è ridotto all’osso! Questo però invece che frenarmi o demoralizzarmi mi ha stimolato ancora di più! così ho ripreso la penna in pugno e mi sono messo a riscrivere gran parte della storia, inserendo nelle vicende nuovi personaggi e nuove situazioni cercando comunque di mantenere il più possibile una certa credibilità e continuità con la storia già raccontata nel primo Hoster. Io ce l'ho messa davvero tutta e spero che il risultato finale possa piacere sia a me sia agli spettatori. Prima di chiudere questo post vi concedo qualche altra piccola anticipazione: Hoster 2 essendo ispirato agli anni '70 vi si accosterà anche visivamente attraverso delle immagini piuttosto saturate senza l'utilizzo di margini frastagliati o movimenti del proiettore come già fatto in precedenza; in questo secondo capitolo ci saranno più location e scene all'aperto; ci sarà da ridere (credo e spero!); la musica giocherà un ruolo molto importante; ci saranno una serie di citazioni al cinema polizziottesco di genere ed anche al cinema tipico delle coppie di poliziotti (Stusky & Hutch, Bad Boys, Arma Letale, Rush Hour e fratelli). Oltre non posso andare credetemi, abbiate ancora un po' di pazienza e ri-sintonizzatevi sul blog nei prossimi giorni per avere nuove ed interessanti notizie su come procede il progetto...

domenica 6 marzo 2011

RIVOGLIO RUPERT EVERETT!

GIUDA BALLERINO!
Roma: cresce l'attesa per l'uscita italiana del film dedicato al noto personaggio lanciato in edicola nel settembre del 1986 da Bonelli; anche se non centra nulla con l'originale non vedo l'ora di andarlo a vedere e per questo sono felice di essere riuscito ad avere due biglietti per l'anteprima nazionale a Roma (quella con la stampa in sala per intenderci) alla quale porterò con me il Damiano. Detto questo aggiungo solo una considerazione: accetto che la storia non è ambientata a Londra, ma a New Orleans, accetto il fatto che il maggiolino è nero e non bianco, accetto che non c'è Groucho sostituito dallo zombie Marcus, accetto che di Bloch non c'è traccia, accetto che Dylan non dirà mai "Giuda ballerino" ed ha i capelli con la leccata, ma non accetto di vedere interpretato questo storico personaggio un Brendon Routh, attore tutti muscoli che picchia e spara come un supereroe! rivoglio subito Rupert Everett!!!

domenica 27 febbraio 2011

SCADENZE ED OBIETTIVI

Con questa completo l'Album!
Roma: nel corso degli anni ho capito che io per riuscire in qualcosa ho necessariamente bisogno di darmi scadenze ed obiettivi perchè in caso contrario sono tendente al rimandare e rimandare e rimandare ancora e ad oltranza. Chi mi conosce sa perfettamente quanto mi piaccia il calcio e giocare a calcio ed anche quanto le mie ginocchia sono segnate dal tempo e da cicatrici visibili e non; ma io sono un gran testardo e nonostante il parere contrario ormai di chiunque intorno a me ho deciso che RIVOGLIO GIOCARE A PALLONE! anche una sola volta, anche dieci minuti, ma io voglio indossare ancora i miei parastinchi e le mie scarpette da calcetto e scendere in campo! le parole di mio cugino Damiano, che mi ha scritto dicendo che uno dei suoi più grandi desideri sarebbe quello di giocare ancora una volta a calcio con me, mi hanno emozionato e scaldato il cuore ed è per questo che io domani andrò a segnarmi in palestra per ritrovare la forma fisica (persa tra un trasloco ed una vacanza) con obiettivo primo maggio! e già io per l'inizio di quel mese voglio essere in grado di giocare a calcio su un campo vero! l'ultima volta che avevo giocato non era andata molto bene ed ormai rassegnato avevo riconsegnato tutto il mio materiale tecnico proprio a Damiano! spero lui non l'abbia buttato via e sia pronto a restituirmelo almeno in parte. Bene amici, il conto alla rovescia sta per partire da domani mancheranno solo sessanta giorni, il tempo scorre veloce ed io starò qui periodicamente ad aggiornarvi su come vanno le cose...

sabato 26 febbraio 2011

MA OGGI NON E' DOMENICA?

APPUNTI DI VIAGGIO SENZA L'USO DI WIKIPEDIA: DOLOMITI

La (mia) storia: io sono un ragazzo di “mare” che non ha mai avuto un rapporto troppo ravvicinato con la montagna, tanto che l’ultima volta che ho affondato uno scarpone nelle neve è stato dieci anni fa a Campo Felice, una località non tanto lontana da Roma. Per quanto riguarda invece le Dolomiti questa è stata la mia prima volta…

Come raggiungere Moena: da Roma raggiungere le Dolomiti è davvero un bel viaggio! Scartata da subito l’opzione auto (distanze eccessive e Maggiolone inaffidabile!) insieme a Maria ci siamo messi alla ricerca dei treni nella speranza di trovarne qualcuno a tariffa in offerta o ridotta. Qualcosa abbiamo trovato e alla fine la spesa totale è stata contenuta considerando le tratte battute: Roma-Verona, Verona-Trento e Trento-Moena (in pullman). Se si decide di andare sulle Dolomiti partendo da Roma bisogna quindi accettare subito il fatto che per il viaggio andranno persi ben due giorni di vacanza. Comunque consiglio per diversi motivi i viaggi col Freccia che è vero costa di più, ma a livello di comodità e velocità non è paragonabile con nessun altro treno! La tratta in pullman Trento-Moena anche se è durata due ore e mezza è stata molto piacevole e panoramica.

Moena by night
La Regina delle Dolomiti: Moena merita indiscutibilmente questo appellativo perché secondo il mio modesto parere è il paese più bello se non di tutte le Dolomiti, sicuramente della Val di Fassa! Incantevole, curata, ben strutturata ed organizzata, Moena mi ha davvero sorpreso in tutti i sensi: il centro del paese è zona pedonale in cui si è liberi di passeggiare senza l’intralcio delle auto intorno; le strade sono sicure e sempre pulite dalla neve; i palazzi in stile tipico sono tutti esteticamente molto belli, decorati da lucette che fanno rivivere costantemente al turista le incantevoli atmosfere natalizie; i viali e i vialetti sono pieni di negozietti che vendono prodotti locali e per chi vuole spendere un po’ meno ci sono anche due supermercati dai prezzi molto più convenienti. Una cosa che mi è piaciuta molto è il fatto che Moena è tagliata trasversalmente da un ruscello di discreta dimensione e portata di acqua reso molto bello e caratteristico dai diversi ponticelli in legno che consentono il suo attraversamento e dalle sculture “naturali” in ghiaccio dislocate lungo il suo tragitto. Essendo un paese piuttosto piccolo è facilmente e comodamente visitabile in largo ed in lungo anche in breve tempo e le camminate al freddo vengono rese più piacevoli dalle soste all’interno dei negozi riscaldati o nei tanti bar a tema che si possono trovare mentre si passeggia.

Centro Informazioni: ce n’è uno per ogni paese e facilita non di poco il soggiorno del turista suggerendogli il da fare in base alle sue esigenze: purtroppo non sempre le informazioni che ci sono state fornite sono state corrette, anzi in più di un’occasione andavano in conflitto tra un Centro e l’altro. Nonostante questo grazie ai Centro Informazione siamo riusciti a fare una delle più belle escursioni mai fatte in vita mia!

Trasporti: sicuri, confortevoli, efficienti, puntuali e soprattutto gratis!!! La linea Sky Bus che copre tutte le tratte turistiche della Val di Fassa è stata una piacevolissima e gratuita sorpresa. Unico limite: alcune tratte sono coperte solo in alcuni orari e per questo se ci si vuole muovere un po’ più in libertà a questa linea va abbinata quella a pagamento della compagnia Trentino-Trasporti. Comunque la mia opinione al riguardo rimane buonissima.

Effetto Birra!
Hotel Belvedere: dopo la titubanza iniziale dovuta al fatto che l’albergo in questione ha l’entrata (e parte della vista) sulla strada il mio giudizio col passare dei giorni è stato sempre migliore fino a raggiungere toni entusiastici! L’interno è arredato con cura e con stile con grande spazio all’utilizzo del legno che è tipico per gli alberghi di queste parti. La hall all'ingresso è piuttosto piccola, ma efficiente ed aperta fino alle 23; la titolare un pò avara di sorrisi alla fine è stata disponibile anche se trovo assurdo il fatto che i pagamenti non possano essere effettuati col bankomat, ma solo in contanti. Le stanze, almeno la nostra di categoria standard, era piuttosto piccola, ma aveva tutto quello che serviva per rendere il soggiorno confortevole: pulizia, riscaldamento, lettone matrimoniale, piumone, tavolo con panchette contrapposte per scrivere o leggere da seduti, radio (antica!) e televisione; mancava il frigorifero, ma per averlo bastava mettere le cose all'esterno sul balcone (temperature ai limiti dello zero) che purtroppo come già detto ha la vista panoramica sulla montagna, ma soprattutto sulla strada. Gli orari per la colazione e la cena sono ritagliati perfettamente con le attività montane e soprattutto la cena è ricca ed eterogenea oltre che davvero gustosa; una delle tre sere abbiamo anche partecipato alla cena contadina caratterizzata da portate abbondanti e buonissime come del resto lo sono state anche quelle degli altri giorni. Ad onore di cronaca devo dire che la prima sera ho rischiato una vera e propria indigestione mentre l’ultima ho mangiato dei strangola preti burro, funghi e salvia da urlo! Nel complesso devo dire complimenti alla struttura e soprattutto allo chef!

Centro Benessere: rispetto a quello di Fiuggi sembrava il figlioccio più piccolo e mal vestito, ma devo dire che anche se ci siamo trovati di fronte ad una SPA con servizi limitati, il fatto che ne abbiamo potuto usufruire in maniera praticamente esclusiva le ha fatto guadagnare almeno tre punti in più! La piccola piscina idromassaggio riscaldata, la sauna, il bagno turco e le docce profumate dopo le lunghe passeggiate devo dire che sono state una vera e propria benedizione.

Canazei: paese carino, ma piuttosto caotico rispetto agli altri; ci sono stato solo di passaggio una mattina e devo dire che mi è bastato così.

Passo S.Pellegrino: una grandissima distesa di neve ed un paesaggio che definirei piuttosto tradizionale con la montagna e gli impianti da una parte e, divisa dalla strada, l’area per gli sciatori di fondo. Meno bello il panorama rispetto ad altri paesi, ma sicuramente di impatto e divertente per gli sciatori.

Motoslitta Deluxe!
Pozza di Fassa: qui ci ho lasciato il cuore! Sulle montagne di Pozza ho fatto una delle esperienze più belle della mia vita: la scalata con la motoslitta, la visita al rifugio e la discesa con lo slittino. Per chi non lo sapesse io e Maria non siamo sciatori: lei in passato a provato ad inforcare un paio di volte gli sci mentre io, complici le ginocchia “rotte”, non ho mai neanche pensato di provare questo brivido; è per questo motivo che nei tre giorni sulle Dolomiti insieme abbiamo cercato delle “attrazioni” alternative, prima su tutte la discesa con lo slittino! A dirla tutta questa era principalmente una mia priorità che però Maria ha accettato e vissuto con entusiasmo nonostante i buchi nell’acqua che abbiamo collezionato nei primi due giorni di soggiorno. Infatti i Centri informazione ci avevano mandato un po’ allo sbaraglio proponendoci piste da slitta per bambini o noleggio bob a bordo sky-pista che nulla avevano a che fare con l’idea che avevo io di “discesa con lo slittino”. Tutto questo prima di conoscere il Rifugio Campiè proprio a Pozza di Fassa. I proprietari di questa Baita sperduta tra le montagne della Val di Fassa infatti ci avevano garantito telefonicamente la possibilità di discesa con lo slittino su pista esclusiva o almeno questo era quello che io e Maria avevamo capito e mai ci saremmo immaginati di vivere quello che sto per raccontare! Arrivare al rifugio già da solo è stata un’impresa, infatti un’ora abbondante di marcia su strada e neve non è bastata. Arrivati alle pendici della cima della montagna, per raggiungere Campiè siamo dovuti salire in sella di una motoslitta velocissima che ci ha portato a destinazione dopo aver effettuato un tragitto di sei km tra la foresta e le distese innevate della montagna. Già questa da sola era stata un’esperienza unica, ma a renderla memorabile è stata la possibilità di ripercorrere a ritroso gli stessi sei km di tragitto solo con lo slittino! Inizialmente io e Maria ci siamo guardati increduli e anche un po’ spaventati, poi dopo averne parlato un attimo abbiamo capito che l’occasione di vivere a pieno quell’esperienza probabilmente non ci sarebbe più capitata. Così dopo una sosta al rifugio per un pranzo fugace ci siamo messi belli comodi sul nostro slittino e siamo partiti per l’emozionante discesa. Beh spiegare a parole la vastità dei panorami che abbiamo ammirato, il silenzio (in)naturale della cima della montagna, lo scenario mozzafiato della pista di ghiaccio ricavata nella foresta e la bellezza del ruscello che scorreva fiero tra gli alberi e le rocce risulterebbe difficile anche per un “paroliere” più preparato e “ricco” di me! La mezz’ora che ci abbiamo messo per scendere è stata sicuramente la più suggestiva ed anche la più divertente di tutta la vacanza e personalmente forse anche della mia vita. Per chiunque deciderà di passare dei giorni in Val di Fassa, sciatore o non, è d’obbligo l’escursione al rifugio Campiè!

Panorami: mozzafiato! Io nei tre giorni trascorsi sulle Dolomiti sono rimasto in più di un’occasione a bocca aperta a contemplare gli scenari che mi apparivano di fronte con un’emozione ed uno stupore quasi infantili lo ammetto; questo sicuramente è in buona parte dovuto al fatto che io e la montagna, io e la neve non abbiamo mai avuto un rapporto esclusivo e ravvicinato, ma sono certo che anche chi a questi luoghi è più abituato davanti a certe “visioni” sarebbe rimasto incantato come me.

Bombardin Time!
La Cucina: quella locale siamo stati fortunati a provarla la seconda sera durante la cena contadina: speck e arrosto aromatizzato non è mai mancato sulla nostra tavola come del resto lo strudel alle mele e i canederli con lamponi, crema o cioccolato; squisiti anche i ravioli di carne alle erbe ed il tortino di polenta ricoperto di formaggio fuso e porcini (anche se duro da digerire!) oltre alla carne ai ferri sempre di ottima qualità ed il ricco antipasto di salumi, formaggi e verdure grigliate. Il mio voto dunque non può che essere molto alto.

La Birra: buonissima quella chiara tedesca sia alla spina che in bottiglia. Molto meglio quella prodotta artigianalmente a Fassa aromatizzata alle castagne o al miele che ho apprezzato molto perché pur essendo piuttosto cruda rimaneva morbida al gusto.

Il Bombardino: dopo due giorni di “pressioni” prima di ripartire sono riuscito a condividere un bel momento con Maria, quello del suo primo Bombardino; questo liquore tipicamente servito agli sciatori caldo liscio o con aggiunta di panna o cioccolato è davvero troppo piacevole al palato per non essere provato. Certo se sei proprio astemio come Maria gli effetti possono essere divertenti (gambe molli, calore diffuso per il corpo e tendenza al sorriso), ma ti possono anche mettere un po’ K.O. o fuori uso per qualche ora come successo a me soprattutto se servito in “porzione” doppia e dopo una pinta di birra! Però il Bombardino caldo rimane un “must” per chi va sulle Dolomiti!

E' dura ma ce la faremo...
Conclusioni: di cose da raccontare e scrivere ce ne sarebbero ancora tante e tante, ma è giusto chiuderla qui giusto in tempo per non svelare troppo sulle Dolomiti e lasciare a chi legge una voglia, una tentazione di andarci o per chi già le conosce di ritornarci. Io metto il weekend lungo trascorso a Moena e dintorni tra le vacanze più belle vissute negli ultimi anni perché ha richiamato emozioni e suggestioni che difficilmente si possono provare in altri contesti e perché il tutto è stato possibile con costi davvero contenuti. Il fatto di non sciare è vero che può essere una limitazione, mi immagino quanto ci si possa divertire abbinando quanto fatto da noi allo sciare, ma devo dire che ormai le strutture di montagna sono super organizzate in tutto e per tutto: voglio aggiungere che per limite di tempo noi non siamo riusciti a fare diverse cose che potevano essere divertenti e stimolanti come partecipare ad una vera e propria ciaspolada, scendere di notte con lo slittino, andare alla pista dei gommoni sul ghiaccio, vedere una partita di hockey su ghiaccio, fare lo sky-kart e tanto tanto altro ancora. Consiglio le Dolomiti a tutti e in particolar modo Moena, che da buona Regina della valle è secondo me il paese più bello che ho visto e vissuto…  

giovedì 24 febbraio 2011

FINITO!!!

Al box per il 50° anniversario
Roma: sabato 12 febbraio il Tour Calciatori Panini ha fatto finalmente tappa a Roma; era da diversi mesi che aspettavo questo momento e forte dell’esperienza dell’anno scorso mi sono presentato all’appuntamento preparato di tutto punto! Al Panini Tour del 2010, complice l’inesperienza, ero arrivato in tarda mattinata ed avevo perso tantissimo tempo a fare la fila al box per avere le dieci figurine a scelta in regalo e non ero stato molto “brillante” nello scambio figurine con gli altri partecipanti alla Fiera. Questa volta ho deciso di non fare gli stessi errori, per questo mi sono dato appuntamento con Luciano detto “Il Ragioniere” alle 10 davanti casa mia per stare a viale America intorno alle 10.20. Partiti in perfetto orario quando siamo arrivati all’EUR c’era già parecchia gente in fila davanti al box Panini (nulla a che fare comunque con l’anno scorso). Prima di mettermi in coda ho controllato che il mio Kit-Panini fosse apposto: mancolista scritta al computer con suddivisione delle figurine mancanti tra Serie A, B etc., doppini messi in ordine numerico, doppia copia della lista delle dieci figurine da richiedere direttamente compilata sul sito Panini, abbigliamento comodo, cappotto multi tasche e macchinetta fotografica per immortalare la giornata. Una volta in fila, per non perdere tempo, ho deciso di rompere subito il ghiaccio cominciando un frenetico scambio con le persone intorno a me! mi mancavano 124 figurine per completare l’Album e stavolta ero deciso a fare bottino pieno visto che lo scorso anno ero tornato a casa con ben 17 figurine mancanti! Detto – fatto il celò-manca è andato benissimo e dopo circa tre ore mi mancavano sei figurine per completare la raccolta! Mandato il fido Luciano ad aggiungere un paio d’ore al parchimetro mi sono messo alla ricerca delle ultime tre: Benatìa dell’Udinese, la squadra del Portogruaro e Troest e colleghi dell’Atalanta! In venti minuti scarsi sono riuscito ad avere i primi due, ma per Troest sembrava una missione impossibile perché della figurina n.500 sembrava non esserci traccia! Quando ormai avevo perso la speranza ed avevo cominciato a pensare che l’avrei dovuta richiedere alla Panini, eccola apparire quando meno te l’aspetti da un mini mazzetto di figurine che siccome erano davvero poche non volevo neanche guardare! Per premiare il bambino che mi aveva appena fatto completare l’Album 2010-2011 ho deciso di regalargli venti figurine a scelta! Alle 14.11 la mia missione era compiuta! E siccome si era fatta una certa ora e il parchimetro era buono per almeno un’altra ora ho invitato il prezioso Luciano a pranzo in una pizzeria davanti al laghetto per festeggiare il mio personale trionfo! Di questa esperienza mi rimangono parecchie cose che ho voglia di scrivere qui di seguito:


  • La Mancolista completata!
    la passione per le figurine dei calciatori non ha davvero tempo! È stato bello vedere tantissimi padri (ma anche madri) e figli con le liste in mano scambiare i doppioni addirittura con due album, uno a testa (quello dei padri ben conservato, quello dei figli meno!);

  • rispetto all’anno scorso c’era addirittura più gente;
  • la Panini ancora una volta non è stata in grado di organizzare un evento all’altezza della sua importanza! Rispetto ad un anno fa infatti non ci sono stati miglioramenti, anzi secondo me il Tour ha fatto un passo indietro!
  • Tre povere ragazze da sole dietro al bancone a far fronte ad una folla esagerata che reclamava a gran voce le proprie figurine non mi è sembrata una splendida idea!
  • Il box Panini era ancora una volta davvero molto piccolo e l’intrattenimento con un paio di ragazzi a fare free-style col pallone non è stata né originale (uguale allo scorso anno!) ne coinvolgente!
  • Location per il secondo anno consecutivo sbagliata! Carino il quartiere dell’EUR, ma per una manifestazione così grande era meglio una piazza o un palazzetto al chiuso piuttosto che uno squallido marciapiedi! C’era talmente tanta gente che qualcuno è stato costretto a fare gli scambi in mezzo alla strada o sul prato:
  • Visto che si festeggiava il cinquantesimo anno dalla prima raccolta Calciatori panini mi sarei aspettato una zona adibita a Mostra dell’evento, con esposti vecchi album, figurine, qualche rarità o comunque oggettistica riguardante il Mondo Panini, invece niente di niente!

L'ultima figurina!

Per l’anno prossimo mi aspetto qualcosa di più, ma se non è stato fatto nulla per i 50 anni figuriamoci se faranno qualcosa di speciale o diverso negli anni a venire. Concludo solo scrivendo un’ultima considerazione: dall’anno prossimo la mancolista la devo fare scrivendo i numeri delle figurine mancanti e non i giocatori, perché altrimenti è davvero molto più dura…

venerdì 11 febbraio 2011

NUOVI ACQUISTI

Mi è costata un'occhio!
Roma: qualcuno di voi (probabilmente chi mi segue da più tempo) si starà chiedendo come mai è da tanto tempo che non posto e addirittura non parlo di un mio cortometraggio o di un progetto per realizzarne uno; la risposta per una serie di motivi che non sto qui a spiegare non può essere una sola. Certo dall'ultimo mio corto, Mia, ormai è trascorso quasi un anno e se pensiamo che compreso Il Ballo di Natale 2009 un anno di questi tempi ne avevo girati ben cinque, beh il paragone con questo inverno è davvero imbarazzante! ma torniamo ai motivi: per primo c'è stato il cambio di casa di mi ha portato e mi porta via ancora molto tempo; poi c'è stato il mio "socio" che ha avuto il terzo figlio e per questo ha deciso di concedersi un anno sabbatico lontano da macchine da prese ed effetti speciali; poi c'è stato che mi sono goduto a pieno i primi mesi di convivenza ed ho ricominciato a fare qualche viaggetto dopo il tanto essere stato fermo; poi ci sono state tante altre piccole cose che hanno sempre rallentato o annullato ogni progetto di ripresa. Così dopo quasi un anno mi ritrovo con all'attivo solo due "video": lo spot "Carne al Fuoco - AIA" ed "Il Ballo di Natale 2010". Belli e divertenti da realizzare devo ammettere, però lontanissimi da quello che attualmente desidero fare: uno su tutti Hoster 2, ma anche Planes o L'Astronave! per dimostrare che comunque la voglia e lo spirito e l'entusiasmo non manca, pur non avendo girato nulla, io un pò di lavoro me lo sono portato avanti: la sceneggiatura "ufficiale" di Hoster 2 è a buon punto (e per Hoster 3 è questione di dettagli), sto frequentando un Corso di Sceneggiatura di "genere" e ho modernizzato un pò la mia attrezzatura acquistando una nuova Telecamera semi professionale Canon (quella in foto) ed un programma  di editing piuttosto completo, iMovie 11. La Canon in questione è la XM2 un modello di inizio 2007 che viene definito come punto di passaggio tra le handicam e le telecamere professionali; di listino la XM2 costa ancora oggi intorno ai 2500 euro, io l'ho presa usata (ma è tenuta benissimo) con tre batterie ed un obiettivo aggiuntivo Wide fantastico ad un prezzo davvero d'occasione! per trovarla c'ho messo quasi un mese e per averla al mio prezzo ho dovuto contrattare per quasi tre giorni ininterrotti; ma devo dire che ne è valsa la pena perchè questa Canon è una telecamera semi-professionale davvero duttile che consente un numero elevato di utilizzi tutti qualitativamente di un certo livello. Ho preso questo modello anche perchè ha un microfono buonissimo visto che i miei corti hanno sempre avuto grossi problemi di audio. Ancora non l'ho utilizzata, ma presto ci metterò su le mani e vedremo che succede. Per quanto riguarda invece iMovie pur essendo un programma amatoriale ha possibilità di editing audio-video davvero profonde (il Ballo di Natale 2 è stato montato con questo). Ora non mi voglio dilungare ancora, ma visto che l'intestazione del blog recita "produzioni cinematografiche amatoriali" mi sembrava doveroso puntualizzare. Un saluto a tutti a presto per nuovi cine-aggiornamenti...

ORMAI CI SIAMO...

"celocelomanca!"
Roma: finalmente l'attesa è finita...sono pronto: album, mancolista, doppioni, schede per richiesta figurine al box e fotocamera per immortalare il tutto!

martedì 8 febbraio 2011

MA OGGI (NON) E' DOMENICA

APPUNTI DI VIAGGIO SENZA L'USO DI WIKIPEDIA: CALCATA


Roma: ed eccoci finalmente al secondo imperdibile appuntamento con la nuova rubrica di “turismo fai da me” dal titolo “Ma oggi non è domenica”. Dopo Orvieto oggi è la volta di Calcata.

Eccoci arrivati!
La (mia) storia: nell’agosto del 1996 per la prima volta misi i piedi fuori dall’Italia per andare a visitare Parigi grazie ad un viaggio organizzato dal dopolavoro delle Ferrovie dello Stato. Fu durante quel soggiorno che sentii parlare per la prima volta di Calcata da alcuni ragazzi che ci vivevano. Nell’ottobre dello stesso anno, invitato ad una festa di compleanno da uno dei ragazzi conosciuti in Francia, andai per la prima ed ultima volta a Calcata. I miei ricordi di questo paesino alle porte di Roma si fermano lì…

Come arrivarci: da Roma, Calcata è facilmente raggiungibile in diversi modi, io per non pagare il pedaggio in Autostrada, ho deciso di prendere l’uscita 5 del G.R.A. per percorrere la Cassia bis in direzione Viterbo. Da lì in poi basta seguire le indicazioni per Mazzano Romano e dopo circa 50 km sei nel centro del paese. Senza traffico e con un’andatura tranquilla come la mia in circa quaranta minuti ci arrivi.

Calcata – oggi: l’unica cosa che sapevo di Calcata prima di andarci il weekend passato era il suo soprannome “Il paese delle Streghe”, credo dovuto al fatto che il suo centro storico si trova tutto arroccato in cima ad una rupe di tufo dove il tempo sembra essersi improvvisamente fermato e dove vicoli e vicoletti piuttosto bui fanno da padroni. Questa sua “oscura” reputazione rende così Calcata una delle mete più affascinanti per la notte di Halloween. Devo dire che anche io passeggiando per le viuzze del centro ho avvertito un qualcosa di “magico” legato soprattutto all’atmosfera che regna in ogni vicolo ed in ogni stradina del borghetto medievale. Comunque sia paese delle streghe o non a me Calcata è piaciuta: nonostante fosse domenica trovare il parcheggio non è stato difficile ed essendo molto piccolo come paesino girarlo tutto a piedi, oltre che piacevole, è stato anche molto semplice. L’epicentro di Calcata è la piazzetta dove regna la Chiesa intorno alla quale, attraverso un intreccio di strade e stradine, vicoli e vicoletti, salite e discese, si estende il resto del paese. Ad ogni angolo ti trovi davanti una bottega di un artigiano o una piccola galleria d’arte ed ovviamente tantissimi ristorantini di cucina tipica. Io e Maria, come abitudine vuole, ci siamo fermati a vederli tutti senza però rimanere particolarmente colpiti da nessuno in particolare. I locali ricavati all’interno della roccia e del tufo sono ovviamente quasi tutti fatiscenti tranne alcune eccezioni.

Ma che buono qui...
La cucina: detto che le gite fuori porta mie e di Maria sono “low cost” posso affermare che a Calcata ci sono tantissimi localini in cui assaporare la cucina locale a prezzi davvero ottimi; su questo argomento però non posso esprimere un giudizio perché per ottimizzare al massimo le spese questa volta abbiamo deciso di mangiare della pizza in un forno del posto. Risultato? Tre tranci di pizza anche buoni ed una coca in lattina poco più di sei euro. Unico neo: il tizio del bancone lento, impacciato e confuso!

Consigli: da assaggiare obbligatoriamente i prodotti artigianali locali del forno “Dolci per i dolci” situato subito all’entrata del borgo alla sinistra della chiesa. Buonissimi ed economici.

Curiosità: Calcata è piena di gatti! Ne trovi uno in ogni angolo o vicolo o davanti alle botteghe. L’importanza dei gatti, da cui nasce probabilmente anche l’appellativo di paese delle streghe, si nota anche dai nomi dei ristoranti e da quelli dei piatti tipici che richiamano alla fama e alle razze dei misteriosi felini.

Cheeeese!

Conclusioni: Calcata può essere la meta ideale per una breve passeggiata domenicale vicino a Roma perché facilmente raggiungibile e visitabile in largo e lungo in un paio di ore. Un “must” sono le scarpette comode, la macchinetta fotografica per immortalare gli splendidi scorci del borghetto medievale e i panorami mozzafiato, il dolcetto miele e polenta e le penne al gatto nero di cui tutti parlano con entusiasmo. 

CERCASI IL 3D DISPERATAMENTE!!!

Ma dov'è il 3D?
Roma: "I viaggi di Gulliver" è sempre stata secondo me una delle fiabe più belle mai scritte in assoluto e per questo da amante del cinema quale sono mi sono chiesto spesso durante questi anni come mai ancora nessuno avesse pensato di realizzarne una trasposizione cinematografica di questa favola rivisitata in chiave moderna; tutto questo fino all'anno scorso, quando Jack Black ha deciso di finanziare e recitare nel film che avrebbe dovuto raccontare le note vicende del personaggio nato dalla penna di Jonathan Swift. Appresa la notizia ho pensato: Jack Black + Gulliver + 3D = CAPOLAVORO ASSOLUTO! invece mio malgrado, dopo averlo visto ieri, sono costretto a scrivere che "I fantastici viaggi di Gulliver" di fantastico non hanno assolutamente nulla se non il prezzo: 11 euro per la proiezione in 3D! ed è proprio da questo che voglio iniziare a parlare: il 3D ad oggi è la più grande truffa cinematografica legalizzata esistente! ma perchè spacciare un film in 3D quando della terza dimensione in due ore di film non c'è traccia? questo è assurdo! giuro del 3D non c'è nulla e te ne accorgi solo perchè sei costretto ad indossare quegli assurdi occhialini e perchè paghi il biglietto ben 4 euro di più!  e credetemi se a dire questo è un fanatico-esaltato del 3D come me allora è verità! come è verità il fatto che il 90% dei film che spacciano in 3D sono dei falsi, resta l'unica eccezione di Avatar che era davvero ben realizzato; al momento il 3D si adatta solo ai film in animazione (e non tutti purtroppo), quindi cercate di non farvi ingannare. Detto questo il film può essere riassunto con due sole parole: noioso e banale! per più di un'ora ci si aspetta un colpo di scena, un'accelerazione, un pò di movimento che non c'è mai. Un qualsiasi spettatore medio sarà in grado di prevedere la mossa successiva tanto è scontato il plot (inesistente) e mi duole ammetterlo, non basta la presenza di Jack Black a rendere il film piacevole o sufficientemente interessante, anzi il volergli mettere a tutti i costi una chitarra elettrica in mano per sfruttare la sua mimica sa di visto e rivisto e ad un certo punto diventa quasi frustante! che Jack Black ami il rock e il plettro ormai lo sanno tutti, quindi basta per favore! in ultimo aggiungo solo una cosa: in un film di questo genere ti aspetti delle gag simpatiche, delle battute intelligenti e tanto sano divertimento, beh dimenticatevi di tutto questo, l'unica cosa che dovrete aspettarvi sono gli sbadigli!!!

N.B. Maria mi ha fatto notare che questo film non è adatto a spettatori che hanno più di 12 anni!

lunedì 7 febbraio 2011

ELEMENTARE WATSON!!!

Troppo giusti!
Roma: dopo mesi di ricerche sono finalmente riuscito a reperire via internet (pagando!) la mia copia personale della serie TV britannica "Sherlock Holmes 2010"; avevo letto qua e la diversi commenti piuttosto lusinghieri su questa nuova serie televisiva trasmessa in esclusiva sulla BBC, serie televisiva ovviamente ispirata alle vicende del noto personaggio inventato da Sir. Arthur Conan Doyle, re-impiantate però nella Londra moderna! già di base l'idea mi era sembrata geniale poi la perizia con la quale sono stati curati anche i minimi dettagli ha fatto il resto; dalla scelta degli attori protagonisti ( Benedict "Sherlock" Cumberbatch è semplicemente fantastico!!!), all'ambientazione, passando per il plot sempre coinvolgente, credibile e ben studiato è tutto maledettamente bellissimo e perfetto! e se a tutto questo uniamo anche una regia davvero perfetta e uno studio dei personaggi semplicemente fantastico allora il gioco è fatto e si può parlare della serie TV più bella dell'anno se non di sempre! infatti davanti a Sherlock (peraltro visto in lingua originale) ho provato un senso di coinvolgimento, stupore ed ammirazione che in passato avevo provato solo con il pilot del Dottor House! detto questo aggiungo che come al solito la televisione italiana non ci capisce un cazzo, perchè non è possibile che nella nostra scatola magica (piena zeppa di programmi-spazzatura) non vedremo mai "Sherlock 2010" visto che nessuno ne ha acquistato i diritti! quindi chi è interessato non ha alternativa ed è costretto o a scaricarlo o ad acquistarlo sul web come ho fatto io, ma vi assicuro che ne è valsa la pena!

N.B. la prima stagione di Sherlock è composta da soli tre episodi di 90 min. circa ciascuno.

DYLAN DOG - IL FILM - LOCANDINA ITALIANA

Ci siamo quasi...
Roma: finalmente dopo le due precedenti locandine oscene andate in giro per il web in questi ultimi mesi, eccone finalmente una come si deve; è quella ufficiale del film ed anche se non è propriamente originale (l'utilizzo del protagonista col braccione al centro della scena è ormai un "classico"!) è sicuramente di gran lunga migliore delle altre; ed ora in attesa dell'uscita nelle sale, aspetto un teaser o un trailer che fosse degno di questo nome!

martedì 1 febbraio 2011

SOUL SURFER



Roma: alle storie che parlano di sport, di dramma, sacrificio, forza di volontà e rinascita io sono stato e sono tuttora molto sensibile ed affezionato; sarà la mia spiccata sensibilità o più semplicemente il fatto che a modo mio diversi anni fa un infortunio piuttosto grave ad un ginocchio mi ha rubato uno dei miei più grandi sogni, quello di giocare a calcio. Per questo oggi, cinque interventi dopo, ogni volta che leggo o vedo qualcosa che in minima parte racconta un fatto anche lontanamente analogo al mio, io sento dentro una specie di sussulto che mi fa subito emozionare, appassionare ed avvicinare alle vicende narrate. E' successo in passato con "Peaceful Warrior" film bruttino tratto dal più nobile e bel libro "La via del guerriero di pace" ed è successo adesso con "Soul Surfer" un film tratto da una storia vera, quella della surfista Bethany Hamilton; non voglio aggiungere nulla per non rovinare l'attesa e la sorpresa, unica cosa che voglio aggiungere prima di augurarvi una buona visione del trailer è la data di uscita del film l'8 aprile prossimo. 

ROBA DA PAZZI (NI)!!!

GOOOLLOOOO!!!

Roma: è vero avevo promesso che non avrei più parlato dell'Inter, ma quando un nuovo giocatore arriva il sabato e la domenica entra quando la sua squadra sta perdendo due a zero e con una doppietta e un rigore le farà vincere la partita, beh, due righe le merita!!!

sabato 22 gennaio 2011

UN NUOVO MATRIX

a cura di Tiziano De Martino

Grande cast!
Roma: inizio col dire che Inception è un gran bel film, ma non il migliore che abbia mai visto e neppure il migliore che abbia visto negli ultimi tempi e questo per un semplice motivo: io Inception per lunghi tratti non l’ho capito! E sfido anche tutti quelli che l’hanno incensato come il miglior film dell’anno a spiegarmi la maggior parte dei passaggi. Inception infatti è un film molto complesso che secondo me meriterebbe, per essere apprezzato fino in fondo, una seconda e terza visione minime se non proprio la consultazione di una guida al film; con questo però non voglio dire che la pellicola di Christopher Nolan non merita di essere vista, anzi, per chi ama il Cinema è obbligatorio vederla, ma deve essere chiaro fin da subito che ci si troverà davanti ad un film “ostico” e visionario che a me per certi versi ha ricordato il primo Matrix. Sinceramente non riesco ad addentrarmi in discorsi più approfonditi un po’ perché questo non è il mio genere di film un po’ perché un qualsiasi tentativo di analisi più profonda dello stesso rischierebbe di rivelarsi comunque superficiale vista la complessità della storia raccontata. Le uniche cose che mi sento di dire riguardano:

- Christopher Nolan: è davvero un grande (nonché giovane) regista e sceneggiatore che ha dalla sua una filmografia di tutto rispetto che va da Memento a The Prestige passando per i due Batman: Mentre vedevo Inception non ho potuto fare a meno di pensare a quanto poteva essere stato difficile scriverne la sceneggiatura e quanto sia stato difficoltoso spiegare l’intero progetto al produttore. Davanti a tanta creatività e competenza mi tolgo il cappello…

- Leo Di Caprio: è veramente un gigante del cinema! L’ex ragazzino prodigio di Titanic rappresenta oggi secondo me uno dei migliori, se non il migliore in assoluto, attori del panorama cinematografico mondiale; espressivo, maturo, convincente Leo ha fatto un salto di qualità clamoroso e se mi era piaciuto tantissimo in Departed qui è stato semplicemente fantastico. I miei complimenti vanno comunque allargati all’intero cast.

- Il finale: rispetto a tutto l’intreccio che ha caratterizzato il film è stato un po’ banale nel senso che era quello che ci si aspettava senza ulteriori sorprese o colpi di scena. Una strizzatina d’occhio allo spettatore dopo averlo messo a dura prova durante l’intera proiezione del film.

venerdì 21 gennaio 2011

MA OGGI NON E' DOMENICA?

APPUNTI DI VIAGGIO SENZA L'USO DI WIKIPEDIA: ORVIETO

Roma: con Orvieto apro ufficialmente una nuova rubrica del blog dedicata ai miei piccoli e grandi viaggi in cui racconterò in maniera molto semplice e soprattutto senza l'uso di wikipedia e co. le mie sensazioni e le mie impressioni sulle località visitate.

La (mia) storia: ad Orvieto prima di mercoledì ci sono stato una sola volta un sabato di fine novembre di molti anni fa in occasione del ritiro spirituale pre-comunione e pre-cresima; correva l'anno 2003, avevo ventotto anni ed ero alla fine di un percorso spirituale piuttosto complesso che mi aveva avvicinato alla Chiesa, che mi aveva fatto venire voglia di “recuperare” i sacramenti perduti durante l'adolescenza e che non starò di certo qui a raccontare. Quel' unica volta ero stato in visita al famoso Duomo e mi ero confessato al mio amico Aleardo mentre passeggiavamo sereni nello spiazzale davanti alla chiesa.

Maria incuriosita da una delle sculture

Prime impressioni: tornandoci dopo otto anni la prima cosa che ho notato è stata la (mia) rivalutazione delle distanze e degli spazi. Le distanze: Orvieto allora mi era sembrata molto più distante mentre da Roma ci si arriva con un'oretta e mezza ad andatura tranquilla percorrendo l'Autostrada Roma – Firenze che è davvero una bella strada, tutta dritta, asfaltata e per lunghissimi tratti a tre corsie. Gli spazi: nel 2003 il Duomo e la piazza su cui campeggia mi era sembrato di una vastità quasi immensa, mentre rivedendolo ora ha invece tutte le caratteristiche di una chiesa di discrete proporzioni inserita all'interno di un piazzale non molto grande e dispersivo come ricordavo.


Parcheggio: i parcheggi nel centro storico della cittadina sono quasi tutti riservati (anche giustamente) ai residenti, quelli blu a pagamento non sono molti e pur essendoci stato di mercoledì e non nel week-end trovarne di liberi non è stato semplice.

Indicazioni: non sempre chiare, ma il centro è talmente piccolo che alla fine girando e rigirando si trova tutto.

Mai di mercoledì: Orvieto il mercoledì pomeriggio è praticamente deserto! I negozi, tutti, dai bar alle librerie passando per le tabaccherie e i ristoranti sono tutti chiusi, quindi se si vuole fare un po' di shopping è meglio andarci in un altro giorno della settimana. Nonostante questo insieme alla mia fidata (e curiosa) compagna di viaggio siamo riusciti a fare qualche spesa in saldo: un cappottino per lei ed una sciarpa per me davvero ad ottimo prezzo.


Brrr...che freddo!
La giornata: arrivati sul posto io e Maria abbiamo iniziato a girare per i vicoli ed i vicoletti che si intrecciano furiosi man mano che ci si avvicina al centro del paese che fonda (quasi) tutto il suo turismo sul famosissimo Duomo che però il mercoledì pomeriggio, come il resto dei servizi, rimane chiuso. Le strade sono molto curate e pulite e di fianco ai negozi più caratteristici (come botteghe artigianali, taverne ed hosterie) sono presenti panchine forgiate in legno che rappresentano delle vere e proprie opere d'arte: ne abbiamo fotografate diverse e devo dire tutte molto belle, da quelle che ritraevano bacco a quelle degli animali o delle stagioni. L'artefice di queste “sculture” in legno secondo me deve essere uno solo perchè quasi tutte mostravano lo stesso stile ed anche lo stesso personaggio ossia un ragazzo riccio che devo dire un po' mi somigliava. Il fatto che alle 14:00 in punto tutti i negozi abbiano chiuso un po' ha limitato la nostra visita, ma nonostante questo abbiamo potuto ammirare alcune botteghe una delle quali davvero molto bella: “Il Mondo di Oz”, un piccolo laboratorio di carillion, statuette, miniature e giochi di latta davvero molto affascinante. L'arrivo della pioggia purtroppo ci ha costretti ad una ritirata anticipata, giusto il tempo per buttare un occhio al Pozzo di san Patrizio e alla stazione con le funivie che se fosse stato bel tempo avrei provato sicuramente.



Maria incantata davanti al "Mondo di Oz"
La cucina: come è capitato in tutti i precedenti viaggi con Maria (Bologna, Toscana, Liguria, Ponza e Sardegna) il compito di scegliere il posto in cui mangiare è ancora una volta toccato a lei e questo per un semplice fatto: Maria non sbaglia un colpo! Sceglie sempre dei posti fantastici, belli esteticamente e soprattutto dove si mangia benissimo; ed Orvieto da questo punto di vista non fa eccezione perchè il bar – ristorante “Big – Bar” che ha scelto alla fine si è dimostrato nella sua semplicità davvero un successo in termini di qualità del cibo e di prezzi. Io per combattere il freddo e la pioggia ho scelto una zuppetta di farro, Maria un'insalata greca ed insieme ci siamo presi i crostoni al forno con salsiccia tipici del posto; la zuppa buona davvero servita con formaggio e crostini di pane, l'insalata fresca servita con focaccia ed infine i crostoni che ci hanno mandato in tilt le papille gustative! Questo più acqua, coca-cola ed un caffè ginseng meno di venti euro. E brava Maria...


Ci somigliamo vero?
Conclusioni: intorno alle tre del pomeriggio , dopo quasi quattro ore da turisti, siamo tornati verso casa perchè la temperatura è scesa sensibilmente e la pioggia stava ricominciando a scendere. Orvieto tutto sommato mi è piaciuta nonostante non siamo stati “meteorologicamente” fortunati e nonostante abbiamo scelto il giorno sbagliato per visitarla. Le persone del posto si sono mostrate tutte molto gentili e disponibili, i prezzi dei servizi sono davvero accessibili e la possibilità di scelta tra ristoranti e luoghi da visitare discretamente ampia. Certo essendo un paesino arroccato su una montagna per visitarlo per bene consiglio calzature comode e buoni polpacci. Detto questo, essendo Orvieto un paesino molto caratteristico, facilmente raggiungibile e non distante da Roma, per una gita fuori porta senza troppo stress lo consiglio.

Note a piè pagina: ringrazio Maria per la piacevole compagnia ed il senso dell'orientamento. Tempo per scrivere l'articolo 18 minuti, musica ascoltata durante la scrittura “Owl City – Ocean Eyes”.

martedì 18 gennaio 2011

DYLAN DOG - IL FILM

Dylan Dog - La Locandina
Roma: dopo tanti anni di attesa (per l'esattezza dai tempi di "Dellamorte Dellamore") finalmente a marzo uscirà il primo film dedicato al noto personaggio dei fumetti italiano Dylan Dog, secondo come vendite nella penisola solo a Topolino; quindi è naturale che si sia sviluppata intorno a questo nuovo progetto una forte curiosità da parte dei tantissimi fans (tra cui il sottoscritto) e non. La cosa che mi lascia però perplesso e tanto deluso è che dalla Moviemax mi sarei aspettato molto di più in termini di TUTTO! chi acquisisce i diritti di un fumetto italiano (e ripeto attualmente il più noto) infatti dovrebbe come minimo andarsi a studiare un pò i personaggi, le trame, le suggestioni e le caratteristiche principali del fumetto stesso! Cosa che ancora invece non è avvenuta. Perchè se ci fosse stato uno studio un pò più approfondito del fumetto Bonelli sicuramente non avremmo visto come protagonista sullo schermo Brandon Routh, che forse andava bene per impersonare Superman, ma per Dylan Dog proprio no cazzo!!! almeno in Dellamorte Dellamore avevano scelto il Rupert Everett che aveva ispirato Claudio Villa nel momento in cui bisognava dare un volto ed una fisicità al personaggio inventato da Tiziano Sclavi; e di Groucho vogliamo parlare? potremmo anche non farlo perchè Groucho nel film non c'è a causa dei diritti di autore troppo onerosi sul personaggio! allora ci ritroviamo al suo posto a fare da spalla a Dylan un Sam Huntington che col noto assistente di Dylan ci azzecca davvero poco. Da Craven Road a Londra poi si è passati a Hell's Kitchen a New Orleans; e per concludere il maggiolone bianco è diventato nero perchè al cinema di maggiolone bianco può esserci solo Herbie della Walt Disney! e allora che altro aggiungere GIUDA BALLERINO? niente altro neanche il giuda ballerino stesso perchè la famosa affermazione dell'indagatore dell'incubo in fase di montaggio è stata tolta...

FINALMENTE HOSTER SBARCA SU YOUTUBE!!!


Roma: dopo più di un anno finalmente Hoster (dopo Vimeo) sbarca anche su youtube; risolti i problemi di copyright audio da oggi sarà possibile infatti vedere le bizzarre gesta del Pompa e del Cobra anche sulla piattaforma video più visitata del web. Se passate di la lasciateci un click. 

P.S. purtroppo la stessa cosa non è stata possibile con "Il Male che fuggi è in te" che su youtube per problemi di copyright è visibile esclusivamente senza audio!