
lunedì 13 ottobre 2008

mercoledì 8 ottobre 2008

Roma: sono ufficialmente aperte le iscrizioni al "1° CAMPIONATO FIFA 09" che si terrà lunedì 13 ottobre alle ore 21.00 a casa di Andrea. La lista dei partecipanti è a numero chiuso e probabilmente non supererà i sei giocatori. La formula del torneo è ancora da decidere, ma molto probabilmente vedrà i concorrenti divisi in due gironi da tre squadre che si batteranno in gare di sola andata. Le prime di ciascun girone andranno direttamente in semifinale mentre le seconde e le terze si sfideranno incrociate per accedere al turno successivo. Il Campionato si giocherà sulla Console X-BOX 360° con modalità interamente manuale eccezion fatta per i passaggi che saranno semi-automatici. Per tutte le informazioni o eventuali domande basta utilizzare l'area commento. Anche per quanto riguarda l'iscrizione al torneo è ben accetto commento con su scritta l'adesione e la squadra che si intende utilizzare. Per ulteriori dettagli ed aggiornamenti invito tutti a ricollegarsi nei prossimi giorni.
RAUL BOVA
Un click sul tasto sinistro del mouse, una bustina che si apre e sul monitor poche parole per una semplice domanda “allora a che ora e dove ci vediamo stasera?”.
Una breve pausa, le dita che ticchettano nervose sulla tastiera poi alla fine la risposta.
Simone, dopo quasi tre mesi di timido corteggiamento, era finalmente riuscito a fissare un appuntamento con Cristina, quella ragazza conosciuta casualmente in chat.
Non si erano ancora mai incontrati, ma praticamente sapevano quasi tutto l’uno dell’altra per via delle intere giornate e lunghe notti passate a scriversi davanti ad un computer.
Cristina per farsi riconoscere gli aveva postato una delle sue foto più belle.
Sceglierla non era stato facile e ci era voluta un’intera serata spesa insieme alle amiche dell’università per farlo.
Anche Simone aveva scelto la sua foto con cura “questa è perfetta!” aveva sorriso soddisfatto all’amico Paolo “qui Raul Bova è venuto davvero bene!”.
Simone infatti era un tipo troppo riservato per mostrare una sua foto alla ragazza e per questo aveva deciso di metterla sullo scherzo inviandole una foto del bell’attore.
Da quel giorno lui mentre le scriveva poteva immaginare la bella Cristina sorridere alle sue battute, arrossire per una avancés o commuoversi per via di certi discorsi.
Lei invece non aveva nessuna faccia da associare a quelle rassicuranti e dolci parole, se non quella del noto modello.
“L’attesa stavolta è finita!” pensò Cristina dopo aver schiacciato il tasto invio per chiudere la loro ultima conversazione e fissare l’appuntamento.
“Ci vediamo alle 16 sul pontile al centro della Rosa dei Venti…per me sarà facile riconoscerti per via della foto…ma lo sarà anche per te visto che sarò l’unico a stringere tra le mani tre rose bianche…una per ogni mese che abbiamo atteso questo momento” diceva l’ultima mail di Simone.
La curiosità della ragazza dunque sarebbe stata presto appagata, ancora poche ore e l’avrebbe incontrato.
A quell’ora di sabato pomeriggio il pontile era pieno di pescatori seduti accanto alle loro canne da punta spianate sull’acqua.
Cristina era arrivata in leggero anticipo rispetto all’orario stabilito e sembrava non stare più nella pelle.
Si guardava continuamente attorno alla ricerca di tre rose bianche e soprattutto di chi ci si nascondeva dietro.
Simone arrivò poco dopo.
La vide da lontano e si fermò.
“E’ proprio lei!” pensò ad alta voce “è proprio come nella foto…anzi è anche più bella!”.
L’emozione cominciò a far battere forte come un tamburo il cuore di Simone bloccandogli respiro e gambe.
Dopo essere rimasto in piedi appoggiato ad un cornicione indeciso sul da farsi, decise che era arrivato il momento di non titubare più ed agire.
Così quando Cristina aveva quasi perso la speranza di quell’incontro si vide improvvisamente apparire davanti i tre fiori bianchi che tanto aspettava.
La ragazza colta di sorpresa rimase immobile come fosse pietrificata. L’unica cosa che fece fu accennare con un angolo della bocca un sorriso che però lasciò trasparire tutto il suo disappunto e la sua delusione.
“E’ uno scherzo?” domandò seria.
“Veramente no!” rispose Simone mostrando dietro la macchinetta per i denti il suo sorriso imperfetto.
“Ma tu avrai si e no dodici anni!!!” esclamò Cristina allargando le braccia “tu non puoi essere Simone!!!”.
Il ragazzino coi fiori ancora in mano si sentì quasi svenire poi disse “tredici”.
“Tredici cosa?” gridò Cristina.
“Tredici anni…” continuò Simone con le lacrime quasi agli occhi “ho tredici anni non dodici…ed ovviamente non sono Simone” mentì il ragazzino.
Cristina continuò a fissarlo senza riuscire a capire.
Il suo viso tirato e cereo adesso tradiva tutta la sua bellezza.
“Lui non è potuto venire all’appuntamento ed ha mandato me…mi ha detto di salutarti…abbracciarti…darti questi” gli porse le rose “…e dirti addio…”.
La ragazza coi fiori in mano rimase in silenzio senza dire nulla.
La pietra che ora sentiva nel petto fece un salto poi subito si calmò.
Gli occhi improvvisamente cominciarono a riempirsi di lacrime e quando la prima le bagnò salata le labbra Simone era già lontano e stava parlando al cellulare con un amico “…oh ciao Paolo…non è andata tanto bene…tra venti minuti vengo a fare una partita alla Play da te così ti racconto tutto…”.
Inutile aggiungere che i due dopo quella volta non si sentirono più.
Ancora oggi però, a distanza di tanti anni, Cristina quando ripensa a Simone apre il cassetto vicino al letto e sorride con rimpianto davanti alla foto di Raul Bova.
martedì 7 ottobre 2008

Roma: è da ieri sera che non mi sento granchè, sono andato a dormire tutto infreddolito e mi sono svegliato coi brividi e il mal di testa. A distanza di qualche ora ho ancora gli stessi sintomi ai quali si è aggiunto un dolore al petto più forte ed alle ossa equamente distribuito. Mi conosco: ho la febbre! non la misuro perchè poi scatta la paranoia. Ho la fortuna di poter tornare a casa per pranzo, mangiare, buttarmi a letto e sperare che passi. Certo così facendo dovrei rinunciare ai miei programmi (avevo delle faccende da sbrigare), ma sono ridotto ad uno straccio. Mi sembrava strano non avere ancora un mal di gola, un raffreddore o qualcosa di simile perchè di solito sono il primo a prenderli!

Roma: non parlo tanto spesso di videogiochi sul mio blog perchè pur essendo un appassionato non sono di certo un esperto e questo mi duole scriverlo perchè uno come me, che in venti anni di Console s'è perso solo il Sega Master System (però avevo il Mega Drive), un minimo esperto dovrebbe esserlo. Invece no! però pur non essendo un esperto sono comunque in grado di esprimere un giudizio se non altro per un minimo di esperienza accumulata in tutti questi anni di sfide all'ultimo pad. Così ho pensato di scrivere un post su un gioco di calcio che sicuramente animerà diverse serate tra i miei amici: il gioco in questione come si legge nel titolo è FIFA 09. Se avessi deciso di scrivere questo post due anni fa sicuramente i contenuti sarebbero stati differenti. Questo perchè l'Electronic Arts ha migliorato e tantissimo il suo gioco di punta in ambito calcistico nel corso di questo biennio. Fino al 2007 infatti Fifa era un gioco di nicchia destinato ai pochi estimatori del genere, quelli che per la precisione amavano alla follia la compenente realistica del gioco (maglie originali, tutti i campionati disponibili, stadi veri etc.) a discapito della giocabilità che non è mai stato il punto di forza dei giochi Fifa. In questi untimi 700 giorni circa però le cose sono cambiate tantissimo. Fifa infatti ha conservato il suo inconfondibile clichet gestionale ed a questo ha aggiunto una veste grafica nettamente migliorata (in linea con le potenzialità offerte dalle Console Next Generation) ed una giocabilità godibilissima che si è avvicinata (superando secondo me) anche quella "leggendaria" di PES, da sempre gioco di calcio per eccellenza ed ammazza - concorrenza. Bene, dopo il flop clamoroso dell'anno scorso, i cari giapponesi della Konami quest'anno dovranno vedersela con gli americani che hanno sfornato un prodotto di primissima qualità. Tante novità nel nuovo gioco Fifa: aggiunta di stadi, campi curatissimi sia con il giorno che con la notte, fisicità dei giocatori vicinissima alla realtà, intelligenza artificiale migliorata, vero e proprio campionato online e possibilità di sfide fino a 10 contro 10 giocatori, possibilità di autoaggiornamento delle rose via internet, telecamera di gioco personalizzata per ogni gusto, pallone che non sembra più essere legato ad un filo ma si muove realisticamente, ottima giocabilità, colpi di testa e speciali migliorati, nuove ed accattivanti animazioni, velocità di gioco godibilissima, ottima reattività dei giocatori, calciatori che sbagliano passaggi e tiri in porta...insomma un gioco che ogni anno si avvicina sempre di più ad una vera e propria simulazione di calcio. Certo chi ama l'immediatezza, i super giocatori e le partite che finiscono 6 a 6 rimarranno un pò delusi, ma chi in un gioco di calcio cerca un qualcosa che si avvicini il più possibile ad una partita vera ha trovato il suo gioco. Consigli del non-esperto: per apprezzare al meglio anche la veste grafica e la fisicità dei calciatori scegliere telecamera personalizzata con una tacchetta in più sull'altezza e due sullo zoom e scegliere nel pannello comandi tutto in manuale tranne i passaggi semi (da studi approfonditi di Andrea). Certo così sarà molto più difficile segnare (consiglio partite di almeno 6 minuti), ma quando mandi la palla nel sacco cavolo che soddisfazione! questo post considerate che lo sta scrivendo un'estimatore di PES da sempre, ma se anche Damiano (altro fan sfegatato del gioco Konami) ha scelto Fifa quest'anno, beh vuol dire che qualcosa sta cambiando...e poi visti i tempi che corrono è meglio investirli per bene 60 euro...
lunedì 6 ottobre 2008

Roma: apro la settimana parafrasando il titolo di una delle mie canzoni preferite di Ron perchè stamattina quando mi sono alzato dal letto stava piovendo molto fitto. A me la pioggia non dispiace, come non dispiace il sole o la neve, però se posso scegliere preferisco la pioggia quando io me ne posso rimanere al calduccio sotto le coperte nel mio letto. Ma stamattina non era uno di quei giorni in cui potevo rimanere tranquillo a dormire perchè dovevo lavorare. Per questo quando sono uscito di casa (senza ombrello!) già mi rodeva e quando mia madre mi ha telefonato per dirmi che avevo preso l'ennesima multa è andata anche peggio!!! dunque l'inizio settimana fino adesso non è stato dei più promettenti, stessa cosa per fortuna non posso scrivere per il weekend che invece è scivolato via piacevolmente. Sabato sera ho bissato la serata ballerina della settimana precedente. All'interno del localo meno gente e meno ragazze, ma nonostante questo mi sono divertito. E' giusto dire che ultimamente per accontentare le mie esigenze-aspettative ci vuole molto poco perchè ringraziamo il cielo (?), il Signore (?) o chiunque vada ringraziato sto attraversando un periodo di serenità che spero duri molto a lungo. Sono molto tranquillo, quel senso di fretta e di smania che mi portavo sempre addosso è finalmente svanito e per questo mi godo in rilassatezza ogni momento piacevole della mia giornata. Bella sensazione davvero questa. Così mi ritrovo a stare bene anche in un locale non pienissimo durante una serata che non ha vissuto di picchi emotivi clamorosi (almeno non per me!) insieme a tutti i miei amici. Ho scritto tutti perchè questo sabato c'erano Sandro, Andrea, Luciano e Cristiano; mancava all'appello il solo Luca che per la seconda volta consecutiva ha dato inspiegabilmente forfait. Probabilmente è un momento un pò delicato per lui per questo è meglio non fargli pressioni. Parlando invece di Sandro sono contento per come ha gestito la sua nottata, mantenendo le promesse che si era fatto. Alla fine forse ha un pò ecceduto negli atteggiamenti, ma sfido chiunque altro a riuscire a non fare lo stesso. Il Tigre ha la mia stima ed il mio appoggio, sono sicuro che a breve la fortuna ricomincerà a girare dalla sua parte ed allora ne vedremo delle belle. Degli altri, compreso il sottoscritto, non parlo per motivi che non sto qui a spiegare. Quindi se state per uscire di casa non fate come me, copritevi bene ed aprite gli ombrelli...se invece avete la fortuna di restarvene a casa allora ci sentiamo dopo attraverso il blog...buona settimana a tutti!
sabato 4 ottobre 2008

Roma: rispettando la tabella di marcia tracciata qualche giorno fa, il prode trio formato da Tiziano, Damiano e Luciano ha fatto strage di nemici nell'Isola del Drago sbarazzandosi senza troppe difficoltà del Boss di primo livello Ghoma. Un Damiano non ancora al Top della forma ha sudato un pò più del previsto per fare fuori la Regina dei ragni-scorpione nel Dungeon degli Uomini Uccello, mentre Tiziano (in grande difficoltà coi comandi del fantastico pad Firebird) si è subito mostrato all'altezza della sua fama risolvendo uno dei primi enigmi del gioco. Luciano come sempre si è ben destreggiato tra le mappe e i passaggi segreti ed ora è atteso alle prese con una novità: la Mappa Nautica. Non Mi resta altro da aggiungere, l'avventura adesso continua nell'Isola di Deku, Re degli alberi e dei boschi.
P.S. un Danilo stanco ha mancato già l'appuntamento...
Roma: poco meno di un anno fa, mentre mi aggiravo tranquillo all'interno di un locale che frequentavo abitualmente, vidi una ragazza che colpì subito la mia attenzione. Inizialmente la
venerdì 3 ottobre 2008
LA PASSEGGIATA
Da dove ero sistemato io non la potevo vedere, ma il suo ticchettio ritmico contro i vetri della finestra aveva per me un suono inconfondibile.
Era da poco passata l’ora di pranzo ed Ugo, dopo aver girato curioso in lungo ed in largo per tutta la casa, si era adagiato comodo in quel angolo di divano che era ormai diventato il suo posto preferito per il classico riposino quotidiano.
Quel giorno però Ugo aveva sonnecchiato un po’ di meno rispetto al suo solito ed una volta sveglio aveva cominciato a fissarmi con quei suoi occhioni grandi e lucenti, gli stessi che tanto tempo prima mi colpirono attraverso le sbarre metalliche di un canile al punto da convincermi a sceglierlo tra tanti suoi simili.
Io davanti a quello sguardo così tenero e dolce non ero mai stato capace di dire di no anche se sapevo benissimo che non farlo in quel occasione voleva dire essere costretti ad uscire fuori con quel tempaccio.
Quando infatti Ugo cominciava a guardarmi così era perché voleva essere portato fuori per la nostra passeggiata quotidiana e non c’era verso di non accontentarlo.
Avevo capito che per lui quella mezz’ora da trascorrere fuori insieme a passeggiare tra le stradine del quartiere era il momento più bello della giornata e rappresentava a tutti gli effetti un qualcosa di tanto importante da non poterci proprio rinunciare.
Per questo motivo quando potevo avevo sempre cercato di accontentarlo portandolo fuori anche nei giorni caldissimi d’estate o in quelli freddi d’inverno.
Ugo infatti, a differenza mia, nonostante fosse rimasto ormai solo, malandato e vecchio, aveva conservato la stessa voglia di vivere e di uscire di un tempo anche in pomeriggi rigidi e piovosi come quello.
Io con un tempo così invece me ne sarei rimasto volentieri avvolto nel calduccio di casa al riparo dall’acqua che fuori aveva iniziato a venire giù a secchiate.
Tutta quell’ umidità oltretutto non sarebbe stata certamente un toccasana per le nostre povere e vecchie ossa scricchiolanti.
Provai a fare il vago nella speranza che Ugo in qualche modo capisse che avrei preferito non portarlo fuori quella volta, ma lui era una vera testa dura e continuava a fissarmi con quell’aria triste e sconsolata che non mi lasciava scelta.
Rassegnato allora scrollai il capo, mi stiracchiai per bene sulla poltrona ed uscii dalla stanza per andare a prendere il guinzaglio sistemato nel solito posto.
Quando tornai di nuovo nel soggiorno Ugo appena mi vide scese dal divano e cominciò a farmi le feste perché aveva capito che stavamo per uscire.
Pochi minuti dopo ci lasciammo la porta di casa alle spalle e scendemmo giù per le scale.
Fuori le strade erano sgombre di auto ed i marciapiedi lucidi di pioggia che nel frattempo non aveva ancora smesso di scendere giù forte e diagonale.
Mentre camminavo la potevo sentire battermi addosso gelida e pungente.
Dieci metri più avanti, tutto bagnato e infreddolito, mi fermai in mezzo al viale e cominciai ad abbaiare forte per attirare l’attenzione di Ugo che subito si voltò verso di me per capire cosa mi fosse successo.
Bastò come sempre un solo incrocio di sguardi tra di noi per capirci al volo.
Un istante dopo Ugo infatti mi teneva tra le sue braccia calde sotto l’ombrello.
Per ringraziarlo gli leccai una mano e lui in risposta mi carezzò la testa.
Solo a quel punto io ed il mio padrone fummo di nuovo pronti per riprendere la passeggiata.
giovedì 2 ottobre 2008
IL SORPASSO
Ben Benzina infatti, alla guida della sua Scalextric Moon Patrol modificata, era rimasto al comando della gara sin dall’inizio ed era giustamente considerato il numero uno nel campo delle “corse clandestine”, non avendo ancora mai perso una sfida.
“E anche stavolta sarò io a vincere perché sono il migliore!” sorrise beffardo il pilota voltandosi verso gli avversari che come sempre lo inseguivano in attesa di un errore che però puntualmente non arrivava mai.
In molti avevano già provato a batterlo, ma su quel tracciato selvaggio ed impervio Ben Benzina si era dimostrato praticamente imbattibile; lo conosceva perfettamente in ogni sua singola curva, cambiamento di direzione o di pendenza ed era anche l’unico corridore che non temeva il suo famosissimo e pericolosissimo “Giro della Morte”: un volteggio di 360° che i piloti erano costretti ad affrontare se volevano tagliare il traguardo.
Tutti, almeno una volta, erano caduti vittima della “Giostra”, tutti tranne l’invincibile Ben Benzina.
L’ultimo a cadervi in trappola in ordine di tempo era stato P.d.L., un corridore il cui soprannome non aveva nulla a che fare con la politica, ma era semplicemente acronimo di Palla di Lardo; il perché di tale nick non era difficile da immaginare.
Ai lati della pista bollente P.d.L., con un tubo di Pringles in mano, si stava gustando oltre al sapore deciso delle famose patatine, anche quello amaro di quel incerto finale di gara.
“Ora te la faccio vedere io Ben!” gridò Mangiapolvere schiacciando deciso sul suo “Turbo-Boost”.
La sua auto accelerò di colpo lasciandosi dietro una coda colorata di scintille che brillava sul nero della pista.
Ora Mangiapolvere era a ridosso della vettura del capolista.
“Stupido illuso, hai sprecato malamente il tuo ultimo Turbo! Ora prendi questa!” Ben Benzina sterzò in modo brusco cambiando improvvisamente traiettoria con la sua macchina.
“Noooooooooo! Così mi mandi fuori strada!” provò a frenare Mangiapolvere prima di finire incredibilmente fuori dalla pista.
“Ora tocca a voi due!” esclamò Ben Benzina all’indirizzo degli altri avversari.
“Io non ti mollo!” rispose Sempresecondo alla guida della sua fiammante Vanquis MG cromata.
“Se tutti ti chiamano Sempresecondo un motivo ci sarà!” sorrise spavaldo Ben mascherando così la sua preoccupazione per quello che era sempre stato il suo rivale più agguerrito, l’unico che non aveva mollato mai nemmeno di un centimetro fino alla fine di ogni corsa.
Meno temuto dal campione in carica ed anche più staccato dal duo di testa, era invece l’altro contendente rimasto in gara, Massimo Sforzo, un pilota mediocre senza passato e soprattutto senza futuro nel mondo delle corse.
“Massimo Sforzo!...ah…ah…ah…mi fai ridere tu ed il tuo stupido nome che già da solo parla per te!” sussurrò Ben Benzina stringendo saldamente tra le mani il suo volante concentrato per quel incredibile tratto conclusivo di percorso.
Tra lui ed il trionfo finale restava infatti solo quel ultimo salto anti - gravidazionale da superare.
Grazie all’utilizzo dell’”Attacco solare” la sua Moon Patrol disegnò un cerchio perfetto seguendo l’andamento della pista ed atterrò velocissima all’imbocco del rettilineo finale.
“E’ fatta!” Ben Benzina non riuscì a trattenere la sua soddisfazione immaginando già la fine della gara e l’inizio dei festeggiamenti; ma la gioia incontenibile dell’esperto pilota fu interrotta sul più bello perché all’uscita della “Giostra” il fondo polveroso della pista aveva fatto perdere aderenza alle spazzole della sua auto facendola improvvisamente e pericolosamente sculettare tra le corsie.
“Ma che fai!?!” gridò Sempresecondo prima di tamponare violentemente con la sua vettura quella di Ben Benzina, mettendo entrambe i corridori irrimediabilmente fuori gioco.
Vedendo la Scalextric e la Vanquist MG nemiche ribaltate ai bordi del circuito, Massimo Sforzo spalancò gli occhi incredulo dinnanzi a quel inaspettato regalo del destino.
Ora gli sarebbe bastato riuscire ad attraversare indenne quel maledetto volteggio a testa in giù e la vittoria sarebbe stata sua.
Il giovane pilota allora schiacciò fino in fondo la levetta del suo “Air-Brush”, chiuse gli occhi e trattenne il fiato.
Ben Benzina e Sempresecondo rimasero immobili con le mani nei capelli a guardare l’auto del loro antagonista fare un loop straordinario e poi ricadere morbida a due passi dal cartellone a scacchi con su scritto “Finish”.
Quando Massimo Sforzo riaprì gli occhi la sua Sloter X-Racer metallizzata operò il sorpasso sulle vetture avversarie tagliando per prima il traguardo.
Ci fu un attimo di silenzio misto ad incredulità rotto dalle urla di felicità di Massimo Sforzo che cominciò a gridare a squarciagola “HO VINTO!!! HO VINTO!!!” stringendo a se Holly e Dolly, le due gemelle in minigonna accanto a lui.
P.d.L., Mangiapolvere e Sempresecondo andarono subito a complimentarsi col vincitore, mentre Ben Benzina, unico rimasto in disparte, scoppiò improvvisamente a piangere ed uscì dalla stanza.
“MAMMAAAAA!!! MAMMAAAAA!!!” cominciò a strillare in lacrime.
Una donna sulla quarantina, molto curata e ben vestita con un vassoio pieno di dolci in mano, si affacciò fuori dalla cucina e domandò “cosa hai fatto Beniamino? Perché stai piangendo?”.
Il bambino con gli occhi gonfi e bagnati si gettò tra le gambe della madre “HO PERSO MAMMA!!! HO PERSO LA CORSA SULLA PISTA POLISTIL!!!” rispose disperandosi.
La giovane mamma sorrise al figlio e asciugandogli il viso cercò di rincuorarlo “dai Beniamino non fare così, vedrai che la prossima volta andrà meglio…ora però smettila di piangere e torna a giocare coi tuoi amici”.
Beniamino o meglio Ben Benzina fece cenno di si col capo, si soffiò il naso e camminò verso la sua stanza.
Quando vi fu di nuovo dentro, puntando il dito contro il compagno di banco ancora festante, gli disse “riprendi in mano il tuo volante voglio la rivincita!!!”.
lunedì 29 settembre 2008


Roma: sabato sera, dopo quasi due mesi di assenza, ho fatto ritorno al Fashion Bar. La mia ultima apparizione era ormai datata 10 agosto, me lo ricordo molto bene per almeno due motivi: primo, perchè si festeggiava il compleanno di Luciano e secondo, perchè ho preso una di quelle sbronze difficili da dimenticare! alle due meno un quarto infatti sorseggiavo il mio quinto drink consecutivo e per darvi un'idea delle mie condizioni quella notte, vi posso solo dire che il mio livello di guardia in quanto ad alcol si ferma a tre! aggiungo per correttezza d'informazione che però non mi sono sentito male la notte stessa (il giorno dopo però stavo ridotto maluccio) e che comunque non ho assunto atteggiamenti scomposti o eccessivamente stravaganti. Da quella sera lì comunque non avevo più bevuto a grandi livelli, fatta eccezione per un paio di cocktail sardi (molto soft comunque), non ho toccato più alcol da allora, birra compresa. Per questo motivo sabato sera ho deciso di non eccedere in consumazioni ed ho preferito limitarmi al mio drink, che ho finito lentamente ed anche mal volentieri. Il dolce della fragola infatti mi ha un pò nauseato quindi dalla prossima si passa da consumazioni dolci a consumazioni più secche ed asciutte. Comunque parlando di altro dico subito che la nottata è passata abbastanza velocemente e tutto sommato in maniera liscia. Il Fashion che ho ritrovato al mio ritorno dopo l'esperienza estiva tutto sommato non è tanto differente dal precedente anche se non sono mancate delle novità, la più succosa è il fatto che ci sono un sacco di ragazze nuove. Ragazze che non avevo mai visto che si vanno ad aggiungere a quelle che più o meno ci sono sempre state e continuano ad aggirarsi nella pista rosa del "nostro" locale. Sinceramente non ho molto da scrivere questa settimana, nel senso che non ho voglia di approfondire troppo i discorsi perchè ci sarà modo e tempo per farlo. Sono contento per i miei amici Sandro, Andrea e Luciano perchè li ho visti ognuno a proprio modo abbastanza sereni ed operativi. Sandro ha avuto il suo bel da fare, Luciano finalmente si è rilassato ed ha trascorso una bella nottata ed Andrea sta tornando l'Andrea di un tempo. Per quanto riguarda il sottoscritto posso solo dire che in linea col momento che vivo attualmente e con quello che è il mio carattere il mio ingresso al Fashion è stato "in punta di piedi...". E va benissimo così...

